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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ I guai della Cina preparano la crisi per il 2014

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Insomma, c’è qualcosa di più sotto: ovvero, il fatto che la volontà del governo cinese di aprire a un mercato più liberale e meno controllato produrrà inevitabilmente degli shock. Anche più forti di questi, poiché mercati finanziari sotto il controllo governativo producono instabilità, bolle sul mercato della proprietà, prestiti ad alto costo, sovra-capacità eccessiva e alti livelli di debito privato e governativo locale. Se la Cina però deciderà di voler perseguire il suo obiettivo di crescita limitata ma con limitate turbolenze, a pagare il conto potranno essere tutti i paesi emergenti già all’inizio del prossimo anno, dato che rischiano un calo anche del 10% del valore delle proprie borse. Con un credito cresciuto al 220% del Pil cinese, a Pechino c’è il potenziale per una trappola del debito nelle società industriali che potrebbe scatenare una crisi finanziaria entro febbraio-marzo.

Con le debite differenze e proporzioni, rivedo la crisi della Russia nel 1998. Sarà infatti interessante vedere se i governanti cinesi intenderanno intraprendere lo stesso duro cammino verso una forte economia liberale che ha seguito la Russia dal 1999 all’autunno 2003. Per ora non c’è indicazione che siano preparati a farlo davvero, mentre i problemi nel sistema economico e finanziario continuano a crescere e peggiorare. Potremmo andare incontro, nei prossimi anni, alla prospettiva di un’economia cinese che rischia di crescere meno del 5% all’anno.

Il resto del mondo riuscirà a trainare la ripresa, stante l’attuale debolezza e senza una dinamo come Pechino?

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COMMENTI
26/12/2013 - Speriamo... (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Bottarelli per l’interessante articolo sui problemi del sistema bancario di un’economia che di fatto ha enormemente influenzato, e tuttora influenza, l’economia mondiale dell’ultimo mezzo secolo e mi chiedo speranzoso se un’economia cinese meno aggressiva nelle esportazioni non possa consentire all’industria italiana di recuperare qualche posizione nel nostro mercato interno.