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FINANZA/ 2. Euro, Francia e Germania hanno "fregato" l'Italia

Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto) Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto)

Nel ‘92 in molti paesi furono indetti referendum per decidere se entrare o meno a far parte dell’unione monetaria europea. E in quell’occasione molte nazioni non mostrarono grande entusiasmo.

 

Si ricorda quali erano quelle più “tiepide” nei confronti dell’euro?

In Svezia il trattato di Maastricht fu approvato con il 54% dei voti, in Francia con appena il 51%. In più.

 

In più?

Oltre alle nazioni che votarono “no”, come la Norvegia, ce ne furono altre che votarono “sì” ai referendum ma con delle deroghe proprio sulla moneta unica. Parlo di paesi importanti come Danimarca, Inghilterra, Svezia. Significa che tutto questo entusiasmo attorno alla moneta unica, come si vuol far credere, in realtà non c’era. Non dimentichiamo che proprio in Francia nel 2005 fu fatto un referendum per ratificare il trattato di Lisbona che ebbe esito negativo. Non solo in Francia, anche in Olanda. Rispetto al ‘92 c’era tuttavia una differenza

 

Quale differenza?

Nel ‘92 si votava su una scommessa. Nel 2005 invece quando si erano visti gli effetti non solo di Maastricht ma anche della moneta unica, due nazioni votarono no. Tant’è che il trattato di Lisbona non fu più approvato e si parlò di “mini” trattato. A questo punto è necessario un cambio delle regole dell’unione monetaria europea.

 

Sta dicendo che bastava una politica monetaria diversa per non trovarci nelle condizioni in cui siamo oggi?

Prima della moneta unica avevamo il Sistema monetario europeo, lo Sme, che alle nazioni che vi partecipavano permetteva di rivalutare o svalutare le singole monete entro una certa banda di oscillazione. Queste operazioni servivano sostanzialmente a riequilibrare i sistemi economici delle bilance dei pagamenti internazionali. Bisogna ammettere che quel sistema ha funzionato.

 

L’Italia ebbe tuttavia dei problemi nel ‘92.

È vero, fummo addirittura costretti a uscire momentaneamente dallo Sme. Ma perché era in atto una speculazione enorme ai danni della lira. Quel sistema in realtà dava ossigeno alle singole economie attraverso le svalutazioni competitive. A questo proposito ci sono due cose che vanno smentite categoricamente.

 

Qual è la prima?

Si dice sempre che la Germania non ricorreva alle svalutazioni: è falso. Mi spiego meglio. Prima della moneta unica la Germania ha sempre esportato molto, quindi il marco tendeva a rivalutarsi. Cosa faceva la Germania per evitare che il marco si rivalutasse eccessivamente?

 

Lo dica lei.

Ricorreva all’esportazione di capitali, così il marco scendeva di valore. C’è una controprova.

 

Quale controprova?


COMMENTI
27/12/2013 - il trattato di maastricht (antonio petrina)

Il sogno di maastricht,incompreso ad oggi, ben lo scrisse il compianto Guido Carli ( Cinquant'anni di vita italiana,1996), per il quale,non era maastricht il delirio di mefistofele ,ma dagli Usa arrivano buone notizie sull'emissione di moneta della Fed e sulla crescita . Quindi o in terra UE ritornano gli investimenti previsti e consentiti dall'art 104 c) nel limite del 3%, per ridurre il debito,altrimenti la nave affonda come quella di schettino!

 
27/12/2013 - commento (francesco taddei)

i grandi paesi (francia,germania,gbr..) pensano l'europa come strumento per accrescere il loro potere e non ci pensano nemmeno lontanamente di fondersi in un'entità astratta (europa)facendo evaporare la propria identità come facciamo noi italiani, ben guidati in questo dal re giorgio, dai socialisti e pure dai popolari come mauro. Nè pensano di trattare alla pari con un paese sconfitto e incapace come l'italia.