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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Euro, Francia e Germania hanno "fregato" l'Italia

Con GIUSEPPE DI TARANTO cominciamo un viaggio nell’euro. Oggi cercheremo di capire qual è l’origine dei mali italiani che attualmente vengono attribuiti alla moneta unica

Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto)Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto)

Tutto il nostro malessere è colpa dell’euro? O i problemi dell’Italia hanno radici più profonde? Per sopravvivere è arrivato il momento di abbandonare la moneta unica? Cosa non ha funzionato? Bastava una politica monetaria di altro tipo? Oggi sono in molti a scagliarsi contro l’euro, ma c’è stato anche chi, in momenti non sospetti, metteva in guardia da facili entusiasmi. Con questa intervista a Giuseppe Di Taranto, ordinario di Storia dell’Economia e dell’Impresa alla Luiss - Guido Carli, iniziamo un lungo viaggio nell’euro che pubblicheremo a puntate, per ripercorrere le tappe principali. «Dire, come io sostengo, che buona parte dei mali dell’Italia deriva dalla moneta unica non significa necessariamente un ritorno alla lira. Dobbiamo restare nell’euro, cambiando però le regole».

Professore, tutto il nostro malessere è colpa dell’euro o ha altre radici?

Di problemi, probabilmente ce ne sarebbero comunque. Certamente l’euro non ci ha dato una mano a risolverli. Anzi, a mio avviso, ha fatto sì che si aggravassero e non poco. Vorrei ricordare una cosa che mi pare molto esemplificativa.

Prego.

Su 12 paesi che il 7 febbraio 1992 sottoscrissero il trattato di Maastricht - i cui parametri come tutti sappiamo sono il famoso rapporto deficit/Pil al 3% e quello del debito/Pil al 60% - 7 erano fuori da quei parametri. Questa è la base su cui abbiamo costruito la moneta unica europea.

Cosa non ha funzionato?

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. In realtà, il trattato di Maastricht fu voluto dalla Germania e dalla Francia per ragioni specifiche.

Possiamo ricordarle brevemente?

La Francia non voleva più un marco così forte mentre la Germania usciva dalla fase dell’unificazione. Alla fine entrambe hanno ottenuto grandi vantaggi.

Quali vantaggi?

Prendiamo la Germania. Ha avuto molti fondi in deroga alle regole europee proprio grazie alla Ue. Non dimentichiamoci che nel 2002-2003 le prime nazioni che sforarono la regola del 3% furono proprio la Germania e la Francia. Quello che è grave, e possiamo dirlo soprattutto adesso che l’Italia è uscita dalla procedura per deficit eccessivo - il famoso 3% che adesso stiamo rispettando -, è che non solo quelle nazioni non furono sottoposte a procedure di infrazione per deficit eccessivo, ma addirittura si cambiò il patto di stabilità che da quel momento è diventato patto di stabilità “e di crescita”. Questo dimostra che il trattato di Maastricht era sostanzialmente in funzione di quelle due nazioni. Ma ci sono anche altri elementi che vorrei sottolineare.

Di cosa si tratta?


COMMENTI
27/12/2013 - il trattato di maastricht (antonio petrina)

Il sogno di maastricht,incompreso ad oggi, ben lo scrisse il compianto Guido Carli ( Cinquant'anni di vita italiana,1996), per il quale,non era maastricht il delirio di mefistofele ,ma dagli Usa arrivano buone notizie sull'emissione di moneta della Fed e sulla crescita . Quindi o in terra UE ritornano gli investimenti previsti e consentiti dall'art 104 c) nel limite del 3%, per ridurre il debito,altrimenti la nave affonda come quella di schettino!

 
27/12/2013 - commento (francesco taddei)

i grandi paesi (francia,germania,gbr..) pensano l'europa come strumento per accrescere il loro potere e non ci pensano nemmeno lontanamente di fondersi in un'entità astratta (europa)facendo evaporare la propria identità come facciamo noi italiani, ben guidati in questo dal re giorgio, dai socialisti e pure dai popolari come mauro. Nè pensano di trattare alla pari con un paese sconfitto e incapace come l'italia.