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Economia e Finanza

MILLEPROROGHE/ Forte: 6,2 miliardi di "sussidi" che ci lasciano in crisi

Enrico Letta (Infophoto)Enrico Letta (Infophoto)

Si sarebbe potuto usare un paio di quei miliardi per realizzare l’alta velocità, o la Salerno Reggio-Calabria. Insomma, iniziative strutturali in grado di rilanciare l’economia. Inoltre, agli imprenditori veri, dei sussidi, non gliene importa nulla. L’unica cosa che gli interessa è pagar meno tasse. Si sarebbe potuto, quindi, tagliare radicalmente l’Irap.

 

Di questi 6,2 miliardi, 700 milioni saranno destinati al sostegno all’occupazione.

Da un lato abbiamo Renzi che dice di volere innovare qualunque cosa; dall’altra, si continua a perpetuare pratiche antiche, marchingegni sociali per pagare la gente affinché possa fare lavori che non servono. Anche in tal senso, si sarebbe dovuto finanziare la realizzazione di quelle infrastrutture che per mancanza di fondi sono state tagliate. Introdurre, per esempio, la banda larga nel sud Italia avrebbe prodotto un’impennata dell’occupazione in campo edile e tecnologico.

 

Nel decreto è stata reintrodotta la norma che consente alle pubbliche amministrazioni di recedere dagli affitti degli immobili troppo onerosi.

Si tratta di una norma molto pericolosa che determina una grave precedente giuridico nel sistema contrattuale, tale da attentare al diritto di proprietà. Se qualcuno ha ritenuto che nei contratti stipulati con il signor Sergio Scarpellini (proprietari di immobili affitati da Camera e Senato) ci fosse qualcosa di sbagliato, avrebbe dovuto avviare un’indagine presso la Corte dei conti.

 

Un altro emendamento, prevede il divieto, per chi ha più di una rete televisiva, di acquisire partecipazioni in imprese editrici di pubblicazioni quotidiane.

Mah, mi pare una regolazione del conflitto d’interessi “postuma”, quando ormai tutti i giochi sono stati fatti. Come se non bastasse, sono mille i modi per aggirare il divieto. Basta far acquistare le partecipazioni da un parente. 

 

(Paolo Nessi)

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