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FINANZA/ Perché l'Italia vuole le "borsette di Stato" ma è pronta a vendere l'Eni?

Sul Financial Times rieccheggia il rumor di un intervento del Fondo strategico italiano in Versace, seppur con una partecipazione di minoranza. Il commento di PAOLO ANNONI

Donatella Versace (Infophoto) Donatella Versace (Infophoto)

Secondo il Financial Times, il Fondo strategico italiano sarebbe favorito per l’acquisto di una partecipazione di minoranza del 20% in Versace. I dettagli dell’operazione non sono chiarissimi, ma l’ingresso del Fsi, probabilmente attraverso un aumento di capitale, servirebbe a dotare la società delle risorse necessarie per finanziare l’espansione internazionale. Secondo il Financial Times, la società di lusso italiana verrebbe valutata circa 850 milioni di euro e quindi la quota del 20% costerebbe circa 170 milioni; nei prossimi tre anni sarebbe poi prevista la possibilità di quotare l’azienda.

Sulla vicenda, i cui rumours ritornano da diversi mesi, ci sono almeno due angoli di lettura. Il primo, meno interessante, è quello strettamente economico e finanziario; in estrema sintesi, la valutazione e l’analisi vertono sull’effettiva convenienza a comprare Versace per quel prezzo in questo momento. Da questo punto di vista, l’identità e le caratteristiche del soggetto compratore sono secondarie. All’atto dell’acquisto verrà fissato un prezzo e si avranno come riferimento certi risultati economici; nei prossimi mesi o anni si potrà valutare la bontà dell’operazione verificando il miglioramento o peggioramento dei risultati economici o, nel caso di vendita magari attraverso quotazione, si vedrà se il prezzo di cessione sarà, e di quanto, superiore a quello d’acquisto.

Ma è chiaro che la questione più importante è sull’identità del soggetto che, almeno secondo il Financial Times, potrebbe essere protagonista di questa operazione. Non è innanzitutto chiaro quanto sia forte la concorrenza per accaparrarsi questa quota e affiancare la famiglia Versace nello sviluppo dell’azienda, ma soprattutto non è chiaro perché proprio il Fondo strategico debba assumersi questo onere-onore. Non si tratta di assumere una posizione contraria in quanto tale all’intervento dello Stato in economia. Perfino gli americani, nella persona di Obama, che di tutto possono essere accusati tranne che di essere un pericoloso esempio di socialismo reale sono intervenuti nella battaglia tra Samsung e Apple per tutelare l’azienda americana. In una fase in cui però si valutano la quotazione di Fincantieri, le dismissioni di quote in Eni ed Enel e in cui alcune controllate di Finmeccanica passano di mano occorre chiedersi quale sia, se ci sia, il principio che deve ispirare l’azione del Fsi, altrimenti non si capisce perchè si può comprare Versace e vendere, per esempio, Eni o Ansaldo Energia.