BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 2014, la guerra (economica) che può scoppiare nell'Ue

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Non temo una guerra mondiale nel 2014, anche se pulluleranno quelle locali e il confronto in atto tra Cina e Coree, da un lato, e Giappone, dall’altro, non promette nulla di buono. Potrebbe, però esserci, una guerra economica nell’Ue in generale e nell’eurozona in particolare. Nel 1995-96, in due lavori distinti lo avevano preconizzato: uno di Martin Feldstein, Capo dei consiglieri economici nei primi anni Ottanta e per decenni Presidente (elettivo) del National Bureau of Economic Research, e l’altro di Alberto Alesina, Enrico Spolaore, e Romain Wacziarg. Alesina venne licenziato in tronco dal Tesoro dove faceva parte del Consiglio degli esperti del Direttore generale. I due lavori sostenevano che il Trattato di Maastricht era così mal congegnato che avrebbe provocato un aumento delle divergenze economiche e sociali nell’eurozona. Ciò avrebbe portato a un’implosione dell’Ue secondo Feldstein per guerre economiche che - secondo Alesina, Spolaore e Wacziarg - sarebbero anche potute essere armate.

A circa vent’anni distanza queste analisi non hanno perso attualità e validità, soprattutto se si tiene conto della “economia della paura” di cui scrive Paul Krugman: in Europa gran parte delle famiglie vive nella paura che uno dei congiunti perda il lavoro e che le nuove generazioni non abbiano mai accesso a un’occupazione regolare.

La Francia, potenza regionale in rapido declino, ma che ancora si illude di essere una “grande potenza” a livello mondiale, ha già scagliato i primi sassi frenando alla frontiera (in spregio al trattato di Schengen) immigranti sbarcati in Italia per ricongiungersi con le loro famiglie Oltralpe. Calpestando lo stesso Trattato di Roma, ha varato leggi secondo cui le televisioni e le sale cinematografiche debbano privilegiare la produzione nazionale. Sono prevedibili ritorsioni da altri paesi dell’area, dato che Parigi fa orecchie da mercante ai richiami della Commissione europea.

Il futuro ha molti tratti del passato. Buon anno (se potete).



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.