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SPY FINANZA/ Il "trucco" della Turchia per cancellare i Brics

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Il credito al settore privato è cresciuto di 10 punti percentuali del Pil nell’ultimo anno, tre volte il limite di sicurezza: la crescita turca, insomma, è semplicemente insostenibile. Il Fondo monetario internazionale già in ottobre aveva avvertito la Turchia sugli eccessi di spesa e aveva sottolineato che il Paese doveva abbandonare le speranze di crescita tra il 4 e il 5% all’anno: «Gli interventi sui tassi di cambio esteri non possono sostituire manovre monetarie appropriate», era la sentenza. Con questa postilla: «Le scelte di mercato verso un ritorno alle economie avanzate ha mostrato la grande vulnerabilità della Turchia: un indebolimento o una sparizione degli inflows di capitale rappresentano la sfida più grande».

E nel frattempo, la Russia è colpita da due attentati islamisti nell’arco di 48 ore, proprio alla vigilia delle Olimpiadi invernali di Sochi. Solo coincidenze. 

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COMMENTI
31/12/2013 - Dalla Lira turca a quella italiana? No grazie. (Giuseppe Crippa)

La lira (nome omen…) turca deprezzata del 25% da inizio anno (e la rupia indonesiana del 22%). E, Bottarelli oggi non lo dice ma è un dato facilmente reperibile, inflazione in Turchia del 7% nel 2013. I turchi “normali” (cioè la gente come il signor Perna e me, per fare un esempio) sono quindi adesso decisamente più poveri sia nei confronti dell’acquisto di beni reperibili nel loro paese che di quelli importati. Per fortuna a noi italiani, con il pur qui bistrattato Euro, questo non è successo… Auguro a Bottarelli, Perna ed ai detrattori della moneta comune all’Europa un 2014 più vicino a tutte le loro attese tranne che all’uscita dall’Euro!