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ALITALIA/ Con Ryanair addio ad Air France (e alle perdite)

Pubblicazione:giovedì 5 dicembre 2013

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Le due società sono indubbiamente diverse. Alitalia ha anche una dimensione intercontinentale, pur molto fragile, che Ryanair invece non ha mai avuto. Per quanto riguarda le rotte nazionali ed europee, Ryanair ha una visione e una capacità strategica che sono straordinarie. Le due compagnie sono quindi certamente integrabili. Date le dimensioni e le risorse finanziarie a sua disposizione, non ci sono dubbi sul fatto che Ryanair si “mangerebbe” Alitalia.

 

Qual sarebbero le conseguenze per la compagnia italiana?

Le conseguenze sarebbero soprattutto positive, anche perché l’unica alternativa per Alitalia è quella di entrare in Air France che è a sua volta un grande colosso ma con dei problemi di non poco conto. Ryanair è altrettanto grande sul piano finanziario, e quindi i rapporti di forza con Alitalia sarebbero chiari fin dall’inizio. La compagnia italiana sarebbe cioè integrata a viva forza in quella irlandese, la quale è abbastanza solida per tenerla in piedi. Dati i conti di Alitalia, questo sarebbe però il prezzo da pagare nei confronti di chiunque decidesse di comprarla.

 

In caso di un’integrazione con Ryanair, Fiumicino continuerebbe a essere un hub intercontinentale?

Ryanair non ha una struttura basata su singoli hub, ma è multi-hub o point to point. Ha quindi un modello diverso, e anche per la parte italiana O’Leary manterrebbe la struttura multi-hub. La compagnia irlandese non ha mai avuto una dimensione intercontinentale, che è l’unica rispetto a cui il concetto di hub funziona. Qualora avvenisse un’integrazione, sicuramente Ryanair guarderebbe con particolare cura all’hub di Fiumicino per non danneggiarlo, nella misura in cui quest’ultimo continuerà a rappresentare un mercato che funziona.

 

Nell’ottica di un’integrazione, il fatto che Ryanair non abbia uno sviluppo intercontinentale rappresenterebbe un limite o una potenzialità?

Sarebbe soprattutto una potenzialità. Non conosco nei dettagli i piani di O’Leary, ma stando alle sue capacità riuscirebbe spingere Alitalia a dare il meglio senza entrare in competizione con la compagnia italiana. Vi sarebbe quindi un’iniezione delle capacità gestionali di O’Leary nella sezione intercontinentale di Alitalia.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
09/12/2013 - xy (Antonio Ferri)

Egregio Sig Gazzoli, io sarò anche uno sprovveduto che vive di luoghi comuni ma Lei con le sue teorie da sognatore lontanissimo dalla realtà mi pare un perdente fisso, cerchi di vedere i fatti se ne è capace. La saluto.

 
07/12/2013 - Baggianate ? (Guido Gazzoli)

Caro Ferri...purtroppo il suo scritto è frutto di una serie di favole metropolitane davvero invidiabile. In primis..la manovra Ryanair e i supposti privilegi dei dipendenti Alitalia (baggianata..me li elenchi per favore ) non è fattibile per il semplice motivo che se a Ryanair viene imposto di RISPETTARE le leggi Italiane rischia di ritirarsi da un mercato che per lei significa sopravvivenza... Per quanto riguarda il resto , il "proficuo" mercato del Nord Italia , almeno nel settore più appetibile che è quello business , è andato in gran parte a farsi friggere con la crisi ( ne ha sentito parlare ? ) e difatti le strategie dei vettori sono cambiate... Ad alitalia servirebbe una rete intercontinentale...ma ai dipendenti che lo urlavano anni fa venne risposto che erano dei privilegiati , nonostante il loro costo era notevolmente inferiore a quello delle altre Compagnie aeree....e difatti si vede come , nonostante ora il costo lavoro sia inferiore a Ryanair , la nave va a picco... Con buona pace degli "esperti"

 
05/12/2013 - Magari (Antonio Ferri)

Chi non vede di buon occhio questa soluzione è perchè teme di veder spazzati via privilegi e incapacità che sono le cause dei disastri in AZ. Questo vale per chi in AZ lavora o che attorno alla compagnia orbita a vario titolo, che non vorrebbe cambiar troppo per non perdere la vacca da mungere. Quanto ai finanziamenti ricevuti mi sembra la storiella del bue che da del cornuto all'asino, quanti miliardi di danaro pubblico ha ricevuto AZ? che fine ha fatto? quante volte AZ è tecnicamente fallita? E poi per chi fa finta di non sapere, per esempio, vada a leggersi gli accordi fatti da Colaninno con la Regione Toscana per basare aerei AirOne a Pisa, scoprirà che non lo ha fatto gratis. Quanto poi al ritornello della vocazione intercontinentale della compagnia e dell'aeroporto di Fiumicino, chi afferma ciò, se in buona fede, dovrebbe rendersi conto che è una solenne baggianata perchè li gravita soprattutto traffico turistico e non affari che invece è localizzato al nord nel triangolo compreso tra Torino-Trieste-Bologna e che è stato gentilmente regalato a LH, BA, AF, ecc ed ai rispettivi Hub proprio da AZ. E' Illusorio pensare che chi abita nel suddetto triangolo per recarsi all'estero vada a fare scalo a Fiumicino dove troverà una compagnia costosa, disorganizzata e con poche destinazioni ed un aeroporto che è inutile commentare quando in alternativa può far scalo a Monaco, Francoforte o Londra, ecc dove troverà molti più voli con compagnie e aeroporti più efficienti.

 
05/12/2013 - Ma forse c'è un problemino.... (Guido Gazzoli)

che se Ryanair entrasse dovrebbe rinunciare ai copiosi finanziamenti e adeguarsi alle regole...ergo andrebbe fuori dal mercato....