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FINANZA/ 2. Campiglio: l'Europa ci darà una nuova stangata

Pubblicazione:giovedì 5 dicembre 2013

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Direi di sì. Ora, dato che nel 2015 dovrebbe entrare il Fiscal compact (una follia pura) e dal momento che abbiamo inserito nella nostra Costituzione la regola d’oro del pareggio di bilancio, i rischi di un ulteriore riduzione del perimetro della nostra economica sono elevatissimi. L’avere introdotto un (quasi) vincolo di bilancio (saldo strutturale) nella nostra Costituzione va contro ogni logica economica. Tentativi analoghi sono già stati rigettati con vaste opinioni bipartisan negli Stati Uniti, ma evidentemente c’è chi, a Bruxelles, ritiene che per l’Europa valgano regole diverse.  

 

Perché Letta si presta a questo gioco?

Nelle giusta stigmatizzazione delle affermazioni di Olli Rehn da parte di Enrico Letta, è contenuta la risposta di un presidente del Consiglio che, nell’Europa, continua a crederci ma che, implicitamente, vuol mettere in guardia dai rischi che comporta continuare su una strada del genere. Detto questo, mi pare che Letta agisca con una certa dose di prudenza. Sa bene che il cammino di crescita e di sviluppo nazionale non può prescindere, nei fatti, da una forma di solidarietà europea, salvo tornare ad una fase pre-Maastricht. Sa anche, come tutti gli osservatori stranieri, che il caso italiano non è marginale. Le ripercussioni di un nostro declino sarebbero mondiali.

 

Oltretutto, la Germania ha escluso meccanismi di solidarietà realmente efficaci, quali gli eurobond.

Appunto. Se Bruxelles e la Germania riescono a far passare il principio secondo il quale i grandi Paesi del sud non starebbero “facendo i loro compiti”,  aumenterà il rischio che, per fare le cose giuste, sarà troppo tardi. Esattamente come è accaduto in Grecia nel 2010, quando la situazione era ancora sanabile in maniera intelligente, ma ha finito per diventare una mina per tutta l’Europa.

 

Marchionne, in tal senso, si è detto convinto che l’Italia dovrebbe scegliere che modello di sviluppo adottare: se quello tedesco o quello americano, propendendo, evidentemente, per il secondo.

Il modello americano non funziona affatto così bene. Specialmente dal punto di vista dell’Europa, il cui primo obiettivo dovrebbe essere (ma purtroppo non è) il lavoro e la riduzione della disoccupazione. 

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
05/12/2013 - E poi che succede ? (Vittorio Cionini)

Certo mandiamoli a casa tutti quanti. Credo che tutti siano d'accordo ma con chi li sostituiamo ? Non basta un nome solo ci vuole una squadra di persone concrete, che sanno leggere scrivere e far di conto (no bocconiani please), affiatate, fantasiose, prive di incrostazioni culturali e in grado di sporcarsi le mani se necessario. Io non ne vedo in giro. Buon anno a tutti Vittorio Cionini

 
05/12/2013 - Mandiamoli a casa con richiesta danni! (Carlo Cerofolini)

Prima che sia troppo tardi e per non essere ciprogrecizzati, mandiamoli a casa e con richiesta danni, questi (s)governanti che non sanno fare gli interessi dell’Italia ma solo i loro, usando furbescamente i soldi nostri.