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CASO MPS/ Bone (The Times): se è Draghi il bersaglio, anche l'Europa rischia

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

E’ certamente un’ipotesi a cui si potrebbe presto giungere, ma al momento credo che vi sia troppa poca chiarezza nell’intera vicenda per capire se effettivamente sarà necessario ricorrere a questa opzione. Non si sa quanto grande sia il buco lasciato o quanto fosse effettivamente scorretto il comportamento tenuto dai vertici dell’istituto, quindi è complicato immaginare soluzioni che possano essere definitive.

 

Di cosa c’è bisogno in questo momento?

Sicuramente di un ruolo molto più forte del Governo. Lo abbiamo già visto intervenire con l’emissione dei Monti bond, ma si tratta solamente di un inizio. Dopo il crollo in Borsa dei titoli Mps e con il rischio di perdere gran parte della credibilità, in una situazione che è stata già definita “esplosiva”, dovranno necessariamente essere immaginate altre misure. Difficilmente quanto fatto finora potrà bastare.

 

Quando bufere simili coinvolsero le banche inglesi si optò immediatamente per la nazionalizzazione. Com’è oggi la situazione?

Probabilmente non è migliorata, ma certamente si è stabilizzata.  Allora, per le banche inglesi, la nazionalizzazione non rappresentava un’opzione possibile, ma l’unica immaginabile. Non si poteva agire diversamente e così è stato fatto.

 

(Claudio Perlini)

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