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MONTI E MERKEL/ "Marketing” elettorale alla tedesca

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Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)  Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)

Mario Monti si è incontrato con Angela Merkel a Berlino. Al termine dell’incontro c’è stata una conferenza stampa comune dove tutto sembra filare liscio come l’olio. “Germania, Francia e Italia sono tra i principali contributori netti al bilancio dell’Unione europea. Per l’Italia è essenziale che il prossimo bilancio europeo sia dotato di risorse adeguate alle ambizioni dell’Unione e promuova la crescita e la solidarietà”, ha detto il nostro primo ministro. La cancelliera ha fatto quasi il controcanto: “Sono molto ottimista che sulla questione del bilancio Ue avremo successo, che troveremo un accordo”. Ha pure aggiunto: “Certo questi colloqui non saranno facili e ci aspettiamo che l’Italia salvaguardi i propri interessi”.

Ancora Mario Monti ha tenuto a sottolineare che negli ultimi dieci anni l’Italia “ha pagato via via più di quanto fosse giustificato al punto di essere nel 2011 il primo contributore netto”. Quindi Monti ha concluso: “Sono problemi complessi, che coinvolgono interessi importanti sia dell’Unione europea, sia nazionali. Sono fiducioso che ancora una volta sia possibile una franca discussione per trovare i punti di equilibrio”. Questa la conclusione di Monti, che ha pure annunciato l’incontro di domenica prossima con il presidente francese Francois Hollande.

Ma Angela Merkel, nel corso di questa conferenza stampa comune, ha voluto gratificare di un percorso pieno di speranze l’Italia. Al contrario di quello che pensano molti tedeschi e molti osservatori europei, Angela Merkel si è detta sicura che l’Italia riuscirà a risolvere i suoi problemi. E la cancelliera tedesca non ha risparmiato elogi a Monti, sostenendo che il nostro premier “si impegna a volte con durezza nel difendere gli interessi del suo Paese”. Poi ha concluso sottolineando che “negli ultimi mesi Italia e Germania hanno fatto molto” per andare avanti sulla strada dell’Europa.

È evidente che si entra in una fase decisiva per le questioni della Comunità europea, per cui un clima di collaborazione e di reciproco rispetto sia parte essenziale di una proficua trattativa. Appare chiaro che il punto della crescita e dello sviluppo non può che partire da un comune accordo europeo. Ma resta sempre il problema se possa essere conciliabile la politica di austerità, perseguita in sede europea, soprattutto dalla Germania e dai cosiddetti Paesi del Nord, con una politica di crescita e soprattutto di coesione europea, senza creare asimmetrie che a molti appaiono pericolose per lo stesso futuro dell’euro. La discussione su questo punto divide gli economisti, ma anche le forze politiche. Claudio Borghi Aquilini è docente di Economia degli Intermediari finanziari all’Università Cattolica di Milano e non è affatto convinto della tenuta dell’euro a lunga scadenza, proprio per le asimmetrie che ha creato.

 

Che cosa ne pensa di questo incontro tra i due leader europei?

 

Mi sembra che dopo questo incontro ci sia poco da commentare. Io non ho mai criticato la Germania, perché cura i propri interessi con grande puntiglio. Ma continuo a pensare che questi interessi tedeschi non coincidono con quelli dell’Italia.

 

Quindi lei non crede alle lodi della cancelliera tedesca a Monti?



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