BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Italia, i nuovi "compiti a casa" per la ripresina

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Oggi la situazione, facendo gli scongiuri, sembra assai diversa. Ma ripensare alla storia non è mai materia vana: Cina e Giappone, del resto, litigano ancora oggi; l’Europa è più forte di un anno fa, ma assai divisa quando le questioni toccano le banche (e il portafoglio). La liquidità immessa nel sistema è assai più elevata di qualsiasi precedente storico. Ancor più forte è il rischio opposto: sperare di reflazionare all’infinito, come si ripromette il premier giapponese Shino Abe, incurante dei rischi di una guerra valutaria e commerciale o ancor di più della scoppio di una probabile bolla di inflazione da assets.

Guai a nutrire l’illusione che il mondo abbia già voltato pagina. O che l’Italia possa agganciarsi, dopo il voto, al carro della ripresa altrui. Purtroppo i compiti a casa, chiunque vinca, vanno ancora fatti. “L’austerità di bilancio - scrive Alessandro Fugnoli - è stata realizzata nel modo peggiore, attraverso le tasse, e non si intravedono approcci molto diversi in futuro. La disoccupazione non è aumentata molto, perché le imprese hanno provato a resistere più a lungo che in Spagna, ma il risultato è che la competitività non è migliorata e l’Italia continuerà ad avere le partite correnti in passivo, nonostante il crollo di consumi e importazioni. Nei prossimi mesi le imprese saranno costrette a licenziare e la disoccupazione salirà rapidamente. Avremo anche noi, a quel punto, la nostra svalutazione interna”.

Si sta meglio di un anno fa, ma la montagna è ancora da scalare.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.