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Economia e Finanza

FINANZA/ La "corsa all’oro" lascia a piedi l’Italia

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Di questo passo, non solo tutti gli obiettivi di bilancio salteranno, ma il calo delle entrate pare destinato solo a peggiorare, nei fatti anticipando il completo collasso dell'economia e società greca. Insomma, la geniale ricetta della troika ha portato a un aumento dell'evasione e dell'elusione fiscale, nei fatti atti di sopravvivenza stante gli aumenti folli dell'imposizione, tra cui quella sull'Iva, gli immobili (raddoppiati) e il reddito.

Insomma, conoscendo la visione ampia dell'analisi di Mario Draghi (non ha lavorato a Goldman Sachs per caso) e valutando con la serietà che merita la politica russa di autarchia aurea - oltre al ricatto energetico sempre pronto ad essere esercitato -, il rischio sistemico legato alla crisi di Cipro esiste e il domino rispetto alla già agonizzante situazione greca non deve farci stare tranquilli. Tanto più che venerdì scorso la terza giornata di repayment da parte della banche di quanto preso a prestito per 3 anni all'1% dalla Bce nelle aste Ltro, ha inviato un altro segnale di debolezza preoccupante.

Gli istituti europei hanno infatti ridato all'Eurotower 5 miliardi di euro, dopo i 137 del primo venerdì e i 3 del secondo. Insomma, siamo a 146 miliardi di restituzione, a fronte di 873 miliardi ancora in pancia alle banche o persi nell'iperuranio di operazioni repo, derivati e carry trade sull'obbligazionario sovrano. Ormai, le aspettative sul breve degli analisti parlano di un di un "corridoio di pagamento" tra 0 e 5 miliardi come aspettativa base settimanale, anche se qualcuno si aspetta un altro pagamento almeno a doppia cifra per la fine di febbraio, come segnale di salute da inviare ai mercati che le banche starebbero concordando tra loro. Una cosa, però, è essere in salute, un'altra falsificare le cartelle cliniche come continua a fare la Grecia.

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