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FINMECCANICA/ Forte: un’arma per colpire Monti, Berlusconi (e "nascondere" Mps)

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Il Presidente e Amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi è stato arrestato con l'accusa di corruzione internazionale. Il provvedimento, firmato dai magistrati della procura di Busto Arsizio, dopo aver ricevuto nei mesi scorsi il fascicolo d’inchiesta dai colleghi di Napoli, riguarda il presunto pagamento di una maxitangente da 10 milioni di euro per aggiudicarsi una commessa per la fornitura di dodici elicotteri militari al governo indiano. Oltre a Orsi sono stati arrestati anche due cittadini svizzeri, Guido Haschke e il suo socio Carlo Gerosa, i quali intermediarono nell'affare con Finmeccanica, mentre per l'amministratore di Agusta Westland, Bruno Spagnolini, sono stati disposti i domiciliari. La Procura partenopea ipotizza che il 10% del prezzo finale di quei velivoli, pari a circa 51 milioni di euro, venne distribuito ai funzionari del governo indiano che avrebbero pilotato l’appalto e ai due mediatori (arrestati da poco) residenti in Svizzera. Il legale di Orsi ha definito l’ordinanza “devastante” perché “decapita due delle maggiori aziende del nostro Paese”. Annunciando il ricorso al Riesame, l’avvocato ha aggiunto che il suo assistito “non riesce a capacitarsi di cosa essere rimproverato”. Abbiamo chiesto un commento a Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, convinto del fatto che dietro l’intera vicenda si nasconda ben altro.

  

Professore, cosa può dirci?

Bisogna innanzitutto sottolineare che il processo è sorto a Napoli, in un clima assai torbido della Procura partenopea che, come è noto, è spesso caratterizzata da guerre intestine di vario genere. Adesso il caso è passato alla Procura di Busto Arsizio, ma sembra ormai chiaro che all’interno della vicenda vi siano pressioni di vario tipo, interessi multinazionali strategici e naturalmente anche la volontà, da parte di alcuni ambienti politici, di mettere le mani su Finmeccanica.

 

Si spieghi meglio.

Finmeccanica è un’impresa di origini storicamente democristiane, una creatura di uomini politici, autorevoli e intelligenti, che fecero fare all’azienda il salto di qualità riuscendo ad acquisire le imprese dell’Efim, tra cui proprio l’Agusta.

  

Cosa accadde dopo?

Evidentemente questo ingrandimento di Finmeccanica non è piaciuto ad alcuni ambienti politici di sinistra che non sono riusciti a mettere le proprie mani sull’unico gioiello pubblico che ancora non fa parte della loro “costellazione”. Ecco quindi l’attacco al gruppo, per altro con l’assurda tesi che Orsi sia in qualche modo stato “inventato” dalla Lega Nord.

  

Roberto Maroni ha già dichiarato che “la nomina di Orsi alla guida di Finmeccanica è stata decisa dal Consiglio dei Ministri” e che “in questa vicenda la Lega non c'entra niente”.

Un avvicinamento del genere è assolutamente privo di senso e fondamento. Orsi è semplicemente un manager proveniente da quella particolare zona geografica, passato a Finmeccanica dopo essere stato all’Agusta, ma non mi sembra vi siano aspetti particolarmente inquietanti. Per questo affermo che la vicenda Finmeccanica rappresenta ormai un’arma elettorale.

  

Da sfruttare in che modo?



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