BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CROLLO PIL/ Ecco cosa c'è dietro il disastro di Italia e Ue

Pubblicazione:giovedì 14 febbraio 2013

Infophoto Infophoto

Nella convinzione che il rigore sia di per sé sufficiente a fare ripartire lo sviluppo. Sulla base di questi modelli, più rigore oggi significa meno tasse domani, e sapendo che domani ci saranno meno tasse i cittadini comincerebbero a spendere di più oggi. Ciò è qualcosa di assolutamente implausibile dato il contesto in cui viviamo, la recessione in cui ci troviamo, la crisi di liquidità che affrontano le famiglie italiane e la difficoltà di accesso al credito.

 

Lei prima ha spiegato che Giappone e Stati Uniti stanno attuando politiche opposte rispetto all’Ue. Il Pil di questi Paesi sta crescendo?

Nel quarto trimestre del 2012 il Pil degli Stati Uniti è cresciuto dell’1,5%, mentre quello del Giappone nello stesso periodo è aumentato dello 0,4%. In America inoltre è in atto una correzione dei livelli di occupazione. La politica della Fed di Ben Bernanke sta quindi raggiungendo l’obiettivo di tagliare la disoccupazione di circa un punto e mezzo percentuale, dall’8,5% al 7%, avvicinandosi al 6,5% verso cui la banca centrale sta cercando di farlo atterrare.

 

I trattati europei stabiliscono però che l’unico compito della Bce sia quello di mantenere stabile l’euro, mentre non prevedono l’attuazione di politiche espansive …

Di fatto in un contesto di politica fiscale difficile per il debito, tutti i poteri delle politiche macroeconomiche sono concentrati nelle mani della banca centrale. Ciò è avvenuto tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, e il motivo è che si riconosce il fatto che oggi le banche centrali hanno un potere enorme, forse l’unico vero potere, che consiste nella creazione di moneta. Questo potere va esercitato nei limiti posti all’espansione della spesa pubblica. Di fatto Draghi sta facendo dei salti mortali per fare coincidere l’obiettivo di una politica non troppo rigorista con un’inflazione a livelli ragionevoli. Lo documenta il fatto che ha dichiarato che se il cambio euro/dollaro si dovesse svalutare troppo, ciò potrebbe abbassare il livello dell’inflazione fino a consentire una politica accomodante da parte della Bce.

 

@leonardobecchet

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.