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ITALIA IN VENDITA/ Solo la carta-Napolitano può fermare il "partito" dei giudici

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

È certamente un colpo duro. C’è una reputazione da mantenere, da salvaguardare. In più c’è una situazione particolare di Finmeccanica, legata a joint venture fatte di incroci con gli inglesi di Westland e anche con gli americani. C’è anche il rischio che all’interno della proprietà così composita e intrecciata, qualcuno possa fare un passo indietro. Non lo so dire. Spero che ci sia al più presto la decisione di una linea di continuità, ma di certo anche in questo caso emergono delle preoccupazioni più che fondate.

 

Finmeccanica, diciamo così, tratta prodotti che riguardano la Difesa. Lo stesso si potrebbe dire dell’Eni. Non le pare che in altri paesi europei ci siano più tutele, anche più discrezione, di fronte a questi grandi affari internazionali?

Non c’è dubbio che di fronte a questo grandi accordi internazionali, in cui intervengono anche i governi, sia in Francia, in Inghilterra e anche in Germania, questo tipo di grandi affari è mantenuto in una situazione di estrema riservatezza. Ci sono ministri che si muovono e si prendono in prima persona le responsabilità. Credo che anche l’intelligence di quei paesi, in circostante simili, si muova a tutto campo. Qui in Italia mi pare che ci sia una sorta di vuoto. Alla fine poi questo vuoto è riempito dalla magistratura.

 

Che cosa ci vorrebbe in un momento come questo, in una situazione come questa?

Ma io credo che ci voglia un forte richiamo di patriottismo, un vero appello patriottico del Presidente della Repubblica, che ha grandi funzioni come Presidente del Csm, come capo delle Forze armate. Insomma, ci vuole un’autorità che metta un freno a questa situazione che potrebbe portare alla deriva dell’intero impianto produttivo italiano.

 

(Gianluigi Da Rold)

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