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Economia e Finanza

CASO MPS/ Quei "ladri" che ora usano Mussari per sopravvivere

Giuseppe Mussari (Infophoto)Giuseppe Mussari (Infophoto)

Lo hanno fatto americani, inglesi, spagnoli, francesi, belgi, irlandesi, persino islandesi, tutti: perché solo Mussari deve essere crocefisso e lapidato da monetine ed epiteti di cui invece sono degni destinatari quasi tutti i banchieri del mondo? E gli Stati, non sono ladri e buffoni quando nei fatti obbligano le banche a usare i soldi per acquistare il loro debito, invece di fornire liquidità a famiglie e imprese? Cos’è Mussari rispetto ai vari governi che, facilitati dalla Bce e dai suoi (nostri) soldi facili, hanno abbassato artificialmente gli spread, acquistato falso consenso (creando in alcuni casi le condizioni per una futura candidatura) e calciato un po’ più avanti la lattina della crisi dell’economia reale? Nulla, un nano, un principiante che diverrà capro espiatorio per tutti.

Se l’ex capo dell’Abi ha sbagliato, pagherà, ma anche in quel caso penso lo abbia fatto, più che per arricchimento personale, per garantire alle verginelle senesi - che ora tirano monetine - dei dividendi sulle azioni, per non presentare bilanci in rosso e non far crollare il valore di quei titoli: anche lui, come i governi, ha calciato in avanti la lattina sperando che un miracolo - o un Monti-bond, come successo non appena giunto Alessandro Profumo al vertice Mps - rimettesse a posto le cose e non rendesse più necessari swap su swap per imbellettare bilanci e impieghi.

Non è giusto, sia chiaro, ma lo hanno fatto tutti, sicuramente più da furbi, senza farsi beccare o potendo contare su una stampa amica che le notizie le metteva debitamente in basso a sinistra in penultima pagina, tra i necrologi e il meteo. Ripeto, a Siena tutti sapevano, tutti hanno fatto i soldi o speravano di farli e nessuno, per anni, ha fiatato: tutti felici a vedere il basket, il calcio e il Palio made in Mps e a fare inchini e reverenze a Giuseppe Mussari, lo stesso personaggio cui oggi tirano monetine e gridano “buffone”. Ma di buffoni, in questa storia, ce ne sono parecchi. Alcuni dei quali li ritroveremo tra meno di un mese nel nuovo Parlamento.

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