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Economia e Finanza

IOR/ Ernest Von Freyberg, l’ultima "sfida" di Benedetto XVI

Lo Ior ha un nuovo presidente, è il tedesco Ernest Von Freyberg, avvocato che prenderà il timone della banca vaticana. Davanti a sé ha delle sfide importanti. Ne parla MAURO BOTTARELLI

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Lo Ior ha un nuovo presidente, è il tedesco Ernest Von Freyberg, avvocato che prenderà il timone della banca vaticana, senza guida dallo scorso maggio, dopo l’addio di Ettore Gotti Tedeschi. Dopo che era circolata l’indiscrezione riguardo la nomina del banchiere belga Bernard De Corte, ieri Padre Lombardi, responsabile della sala stampa della Santa Sede, ha confermato che «il Papa ha espresso il suo pieno consenso alla decisione della Commissione cardinalizia». Ernest Von Freyberg, 55 anni e membro del Sovrano Militare Ordine dei Cavalieri di Malta, di cui è tesoriere per il ramo tedesco, è cofondatore e managing director della Dc Advisory Partners, dopo essere stato analista alla Three Cities Research (Bemberg Group) fra Londra e New York. Von Freyberg, inoltre, è attivo nelle organizzazioni dei pellegrinaggi dei malati a Lourdes.

Allo Ior, Von Freyberg va a sostituire il vicepresidente vicario, Hermann Schmitz. La Santa Sede ha inoltre comunicato che «gli altri quattro membri del Consiglio di Sovrintendenza mantengono il loro incarico. Tale decisione - prosegue la nota - è il risultato di profonda valutazione e di diverse interviste che la Commissione Cardinalizia ha compiuto, sempre con il supporto del Consiglio di Sovrintendenza».

Ora è possibile un avvicendamento dei cardinali che fanno parte della commissione di vigilanza sullo Ior, ha detto padre Federico Lombardi, spiegando che la decisione di nominare il nuovo presidente è stata presa dalla “vecchia” commissione: «Questo potrà essere oggetto di una comunicazione distinta nei prossimi giorni», ha concluso Padre Lombardi. Devoto cattolico, Von Freyberg passerà a Roma tre giorni la settimana, garantendo una presenza costante e professionale all’interno del board dell’istituto, anche grazie alla sua laurea in legge all’Università di Francoforte e alla vasta esperienza acquisita negli anni in campo finanziario e, soprattutto, nel processo di regolamentazione finanziaria, specializzazione che certamente ha pesato nella sua scelta, emersa dopo la valutazione di 40 candidati da parte di un’azienda leader nell’headhunting di alti dirigenti e il novero di sei candidati finali.

Immediate, sono infatti giunte le valutazioni positive alla nomina da parte di ambienti finanziari, rilanciate già in tarda mattinata dal sito dello Spiegel, a detta del quale «la nomina è intesa come atto di miglioramento della reputazione della Banca vaticana, per lungo tempo accusata di scarsa attenzione e impegno nel combattere il fenomeno del riciclaggio di denaro». Ma è la natura stessa dell’istituto, legata a direttamente al Vaticano e alla figura del Papa, a non poter essere assimilabile a qualsiasi altra banca o, tantomeno, a uno Stato sovrano.