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Economia e Finanza

SUPEREURO/ Dalle tasse un’alternativa alla svalutazione europea

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Anzitutto, come è noto, la Germania trema al solo pensiero dell’inflazione (anche se è vero che la fobia dell’inflazione ha prodotto più problemi del fenomeno stesso). A questo si aggiunge un fattore economico e strutturale: svalutare l’euro significa puntare su una crescita legata all’esportazione. In sostanza, l’Europa si aggancia a un’altra locomotiva. Ma dov’è questa locomotiva? Oggi, tutti i grandi blocchi economici, in un modo o nell’altro, stanno cercando di svalutare, per agganciarsi l’uno all’altro. Un gioco al ribasso che è stato dipinto come una vera e propria guerra monetaria. Nessun Paese vuole la leadership. E, piuttosto di sostenerne i costi e i sacrifici, preferisce agganciarsi a un altro sistema economico.

 

Che alternativa c’è alla svalutazione della moneta?

Nel breve termine, si possono adottare operazioni straordinarie, quali il Ltro varato dalla Bce. Sul medio-lungo termine, l’Ue ha il grosso problema di essere un ibrido, con politiche, sovranità e piani fiscali differenti. Un modo per crescere senza produrre le suddette dinamiche legate alla svalutazione, potrebbe consistere in una forte riduzione dell’imposizione fiscale. La storia insegna che in Europa, in contesti di diminuita tassazione sulle imprese, si sono verificate le condizioni affinchè si innescassero processi di creazione di valore aggiunto connesso a ricerca, sviluppo, innovazione e impiego di figure professionali ad alta qualificazione. 

 

(Paolo Nessi)

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