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ALITALIA/ Gli ex lavoratori: Cai ci ha traditi, solo lo Stato può salvarla

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Il “Lodo Letta” prevedeva la richiamata dal bacino dei cigs per qualsiasi operazione di allargamento del network. Cai ha invece continuato ad assumere precari dall’esterno, senza stabilizzarli nemmeno, facendo addirittura bandi di concorso esterni. Non solo, in assenza di qualsiasi controllo Cai ha iniziato a esternalizzare anche le attività di volo front line, ben 210mila ore fino ad aprile 2014, creando così altra disoccupazione interna e facendo finta di non vedere che all’esterno c’è gente qualificata con brevetti e professionalità disponibile e nel diritto di essere richiamata. Da ultimo, ma di estrema importanza, Cai non ha mai rispettato nemmeno gli accordi di recupero del personale frutto di ulteriori elargizioni di solidarietà espansive che i nostri colleghi solidali avevano acceso con l’azienda per favorire il nostro rientro. Insomma, una vera terra di nessuno, dove i vari ad succedutisi hanno sempre mantenuto un’unica condotta: quella della completa abiura del concetto di etica sociale che pure un’azienda di 15.000 dipendenti dovrebbe avere.

 

Nel 2008 parlavate di rinazionalizzazione di Alitalia come unica soluzione.... mi pare che a livello gestionale sia lo Stato che i privati non si siano dimostrati molto virtuosi in materia, pesando entrambi sulle tasche degli italiani. Molti lavoratori ripropongono la stessa medicina di 5 anni fa: veti Ue a parte, non le pare, vista l’esperienza, una soluzione assolutamente improponibile attualmente?

 

Quasi tutti i paesi del mondo, Europa compresa, hanno una compagnia di bandiera sotto il controllo statale. Affermare che lo Stato debba controllare la compagnia di bandiera, se permettete, è un elemento di civiltà. Perché? Perché l’obbligo di porre termine al selvaggio comportamento anarchico e autolesionistico delle tante società che operano in un settore strategico come quello del trasporto aereo non è più rinviabile. L’Italia deve dotarsi di un piano industriale del trasporto aereo che stabilisca quali e quanti siano gli aeroporti, quali e quante siano le compagnie ammesse, quali e quanti siano i tipi di contratto collettivo inseriti nel circuito occupazionale. Assistere inermi ad aziende che assumono con contratti di un giorno in settori delicati dove occorre professionalità ed esperienza è un insulto alla ragione. Chiedere che sia lo Stato a controllare Alitalia dotandola di un network idoneo a un Paese civile e industrializzato, a noi pare che sia l’elemento minimo dal quale ripartire. Altrimenti vige e vigerà solo la regola del più furbo, quella che consente oggi a Ryanair di fare in Italia ciò che in Francia e in altri paesi d’Europa non è consentito. Quanto all’Ue basterebbe ricordare il comportamento tenuto dalle istituzioni europee nell’episodio della rinazionalizzazione della compagnia Air France, e forse tutti la smetterebbero di ventilare fantasmi che non esistono.

 

Tra gli attuali dipendenti Cai mi pare che non si esternalizzi una grande solidarietà con la vostra causa. Eppure anche chi lavora in forze alla “nuova Alitalia” non può certo dormire sonni tranquilli...