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Economia e Finanza

IL CASO/ 1. C’è un tesoretto per abbassare Imu e Tares

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E’ prevista, per il 2013, la rivalutazione catastale dal 60% al 65% precedentemente fissato per tutti i fabbricati classificati nel gruppo catastale D. I proprietari di tali fabbricati, tra cui rientrano in particolare i capannoni, hanno pagato - mediamente - 9mila euro di Imu; una media, ovviamente, trilussiana, ma pur sempre fondamentale per farsi un’idea dell’enorme ordine di grandezza dell’esborso. L’extragettito dovrà essere utilizzato, anzitutto, per fermare questo aumento. Dobbiamo, inoltre, tenere conto del fatto che l’Imu sugli immobili a uso produttivo classificati nel gruppo catastale D viene destinata interamente allo Stato. Ai Comuni, resta esclusivamente la parte eccedente l’aliquota base dello 0,76%. Impedire l’aumento è il secondo scopo del tesoretto. Il terzo consiste nel mantenere la detrazione sulla prima casa di 50 euro per ogni figlio in scadenza al 2014.

 

Dobbiamo preoccuparci di come saranno effettivamente usati questi soldi?

 

C’è da temere che finiranno in un calderone da cui, indirettamente, finiranno nella casse del Monte dei Paschi di Siena. E’, del resto, la storia della piccola-media impresa italiana che, da sempre, paga per gli altri.

 

In ogni caso, il gettito sarà sufficiente per coprire le operazioni descritte?

 

Non solo è sufficiente, ma dovrebbero avanzare 1-1,2 miliardi di euro.

 

Come dovrebbero essere usati?

 

Per abbassare la Tares, un’altra imposta che incide notevolmente sui costi della famiglie.

 

Non crede che potrebbero essere utilizzati altrove, ad esempio per sanare alcune emergenze sociali quali quella sugli esodati?

 

Una buona regola amministrativa impone che tutto ciò che si paga in più rispetto ad un determinato capitolo di spesa vada restituito relativamente al medesimo capitolo.

 

(Paolo Nessi)

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