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REDDITOMETRO/ Uno nuovo in arrivo? Il commercialista: un doppio “fallimento” per l'Agenzia delle Entrate

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E’ indubbio che uno strumento per scovare gli evasori andava adottato, ma probabilmente un redditometro “depotenziato” come quello di cui stiamo parlando poteva essere immaginato ben prima che proprio gli evasori facessero scomparire ogni traccia delle proprie azioni. Vorrei poi ricordare che l’evasione è anche frutto di un sistema normativo complesso, farraginoso e disordinato, tra le cui maglie è proprio l’evasore a trarne maggior vantaggio, non l’onesto contribuente che, al contrario, può incappare in errori, interpretazioni sbagliate o essere costretto a sostenere dei costi aggiuntivi di consulenze.

Quali strumenti ritiene davvero efficaci in questo senso?

Senza dubbio da un lato la semplificazione delle norme tributarie e l’adozione del cosiddetto codice tributario unico, attraverso cui permettere a qualsiasi contribuente di valutare con semplicità se sta applicando adeguatamente le norme vigenti in tema fiscale. Dall’altro lato, invece, bisogna tener presente che i contribuenti con maggiori disponibilità finanziarie sono in grado di far transitare i redditi a loro piacimento, senza che l’amministrazione possa accertarli.

Quindi?

Credo sia opportuno passare da un regime di tassazione delle persone a un regime di tassazione delle cose, che di fatto andrebbe a colpire in modo decisamente più adeguato le spese dei contribuenti più abbienti. E’ dunque possibile, a mio giudizio, ridurre progressivamente l’imposizione sul reddito e aumentare quella sulle cose, lasciando inalterato il gettito fiscale ma facendo pagare le imposte in maniera corretta ed equilibrata a tutti coloro che hanno una maggiore capacità contributiva.

 

(Claudio Perlini)



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