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ELEZIONI & FINANZA/ Deaglio: ecco per chi "votano" i mercati

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I mercati darebbero sicuramente la precedenza ai conti pubblici. Le leggi elettorali dei singoli paesi sono questioni tecniche abbastanza complicate, che le Borse in via normale non prendono in considerazione. A loro interessa il risultato prodotto della macchina elettorale, non la forma. I mercati non vanno scambiati per un governo-ombra, sono composti da persone che osservano l’Italia dall’esterno.

 

Per tranquillizzare questi osservatori, quale risultato elettorale sarebbe il migliore?

I mercati vogliono sentirsi dire che l’Italia rispetterà gli impegni presi. Ciò che conta è che questo sia affermato in modo autorevole, cioè con il sostegno di una sufficiente maggioranza parlamentare.

 

A quali impegni si riferisce?

A quelli che sono stati assunti già dal governo Berlusconi nell’agosto 2011, e che sono stati ribaditi, chiariti e approfonditi dal governo Monti dal novembre successivo. Le uniche vere priorità per i mercati sono il pareggio di bilancio nel 2013 al netto degli effetti congiunturali e la garanzia che le riforme del governo Monti non siano smontate.

 

Bersani, in caso di vittoria, riuscirà a mantenere gli impegni dell’Italia e nello stesso tempo ad accontentare la parte più estrema della sua coalizione?

Sì, perché gli strumenti per mantenere gli impegni ci sono. E’ già stato tutto messo in sicurezza, per venire meno alle promesse bisogna smontare qualcosa e non vedo perché Bersani dovrebbe cancellare la riforma delle pensioni o altro solo per fare un dispetto ai mercati.

 

La Cgil, come parte della sinistra estrema, chiede appunto di annullare la riforma delle pensioni…

La Cgil non è Bersani. Non c’è quindi in alcun modo un’immediata rispondenza tra il sindacato e il Partito democratico. E’ una visione veterocomunista, che fa riferimento a una “cinghia di trasmissione” che oggi non esiste più. Ricordiamoci che anche la Cisl può fare riferimento al Pd, che comprende una percentuale di sostenitori e rappresentanti che in passato non sono mai stati legati al Pci. Cisl e Uil sono a favore della riforma delle pensioni introdotta dal governo Monti. E se anche dovesse prevalere la linea più a sinistra all’interno del Pd, quella di Cesare Damiano, la riforma delle pensioni non sarà abolita ma si provvederà a una sistemazione ulteriore degli esodati.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
19/02/2013 - La borsa è un grande inganno subdolo. (claudia mazzola)

La politica non ci salva se fatta bene però è bellissima, ai mercati della borsa interessa poco chi vincerà le elezioni, a noi popolani e piccoli imprenditori invece sì. In questo tempo sono felici solo i dipendenti statali e dipendenti in generale, lo vedo coi miei occhi, eppure si lamentano pure loro!

 
19/02/2013 - i "mercati" (delfini paolo)

Un grosso problema dell'Europa e' proprio il fatto che le decisioni che contano non le prendono i parlamenti , ma bensi' coloro che rappresentano i "mercati".

 
19/02/2013 - Berlusconi e i mercati (Diego Perna)

I mercati, le borse i grandi capitali, quindi, non vogliono Berlusconi. A me proprio per questo mi verrebbe in mente di votarlo, cosí dovesse vincere, il crollo dell' Europa e del mondo intero avrebbe il suo capro espiatorio, anzi di piú, tutti quelli che l' hanno votato. Ma non sappiamo come andrá a finire, almeno che non guardiamo, come dice bene oggi Bottarelli a Spagna e Italia, oppure guardiamo in giro uscendo di casa, negozi sfitti e case in vendita , sempre le stesse. Ci sono comunque anche i dati su disoccupazione e cassa integrazione, le banche e le varie Fin meccanica indagate ecc. ecc. Che dire, sono tutto eccitato solo per il voto, che bello, gli scontri tra Monti e Berlusconi, ma anche Bersani o Casini, Lupi Formigoni, Mauro e tutti gli altri, veramente crediamo che la nostra vita dipenda da questo cavolo di voto? E poi i politici eletti avranno e casomai potranno fare qualcosa, a parte affamarci con altre tasse e simili. Credo proprio di no!,,..Buona giornata e buona fortuna