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SITUAZIONE GRECIA/ Cosa accadrà quanto toccherà a Spagna e Italia?

Pubblicazione:martedì 19 febbraio 2013

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Insomma, non l’austerità cieca unita a politiche che portano unicamente all’aumento del debito, come ci insegna la fallimentare esperienza della Grecia (vero, cari capoccioni ora redenti del Fmi?). La quale, pur pesando come economia per meno del 2% del Pil dell’Unione europea, è ben lungi dall’essere stata salvata, visto che a tre anni dell’esplosione della crisi, le sue principali banche sono ancora tutte insolventi e la sua economia si è contratta di un 20%, lo stesso tipo di collasso che toccò all’Argentina quando saltò l’intero sistema finanziario. Peccato che le ricette pur uscire da quello stato di crisi siano state un po’ diverse e ci ritroviamo, nel febbraio del 2013, con l’indice di fiducia dei consumatori greci che nel quarto trimestre del 2012 è sceso a 35 punti, il livello più basso delle 58 nazioni monitorate e 11 punti meno dello stesso periodo del 2011. Ma stando allo stesso sondaggio, 4 greci su 10 non hanno reddito disponibile dopo aver coperto le necessità essenziali, il tasso più alto mai registrato nel Paese ma anche nell’intera area euro nel periodo ottobre-dicembre. Nello stesso periodo del 2011, il tasso era del 34%, mentre nel 2010 del 25%.

Ed ecco innescarsi la spirale del debito privato, visto che per far fronte alle spese il 31% dei greci utilizza carte di credito o di debito, mentre il 22% mette mano ai risparmi. Di più, il 77% dei greci ha tagliato tutte le spese voluttuarie per divertimenti fuori casa, il 67% compra solo prodotti a basso costo e addirittura il 54% ha tagliato le spese per benzina ed elettricità. E quest’ultimo dato è confermato dall’aumento esponenziale di furti di energia tramite allacciamenti abusivi, soprattutto da esercizi commerciali, salito come volume di incidenza dai 10 milioni di euro del 2011 ai 40 dello scorso anno, stando a quanto confermato dall’Hellenic Electrical Distribution Network Operator. Ma ancora non basta. Stando all’ultimo report dell’Hellenic Statistic Authority, il settore delle costruzioni è in totale caduta libera: a novembre del 2012, il totale dell’attività era sceso del 66,6% anno su anno in termini di permessi edilizi, del 63,3% per quanto riguarda le superfici edificate e del 65,4% in termini di volumi. In totale, sono stati concessi solo 1.156 permessi per un totale di 197mila metri quadri e 706.900 metri cubi.

Insomma, la recessione più nera. E come sopravvivere, in un contesto simile? Nessuno paga più le tasse. La Financial Crimes Squad lo conferma, in un solo anno le multe per mancato pagamento dell’Iva o dei contributi sui salari sono salite del 51%, raggiungendo quota 35,3 milioni di euro contro i 23,3 del gennaio 2012. Insomma, un disastro totale, una nazione devastata nelle fondamenta, alla faccia dello swap che doveva risolvere tutti i guai. Ora, la mia domanda è semplice: se Ue, Bce, Fmi e parzialmente la Fed (visto che il QE 2 e 4 sono stati sostanzialmente salvataggi della banche europee) non sono riusciti insieme a risolvere un problema che pesa come il 2% del Pil dell’Unione, cosa potranno fare se toccasse - anzi, quando toccherà - a Spagna, Italia o peggio ancora la Francia? Eh già, perché nonostante le Borse abbiano corso nell’ultimo periodo, l’Ibex spagnolo a più 18% dall’inizio dell’anno, stiamo ancora parlando di un sistema bancario europeo che è soggetto a una ratio di leva di 26:1, solo quattro punti da quel 30:1 che costò la ghirba a Lehman Brothers.


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COMMENTI
19/02/2013 - Il nostro futuro sarà governato dalla Borsa! (Silvano Rucci)

Come sarà il nostro futuro? Una "breve storia del nostro futuro" struggente e a tratti quasi profetica la troviamo nella intervista di Giulio Milani a Mario Rigoni Stern, realizzata ad Asiago il 22 giugno 2002. Mario Rigoni Stern nel 2002 dice a Giulio Milani quanto segue: “Perché a volte, vede, guardandosi intorno, si dice che in questo mondo economico dove tutto è virtuale, anche l’economia è virtuale… E allora a un certo punto diciamo: ci vorrebbe una grande crisi per ridimensionare questa cosa. Però, purtroppo, la grande crisi prende sempre di mezzo la povera gente… Ma piuttosto che una guerra, è meglio una grande crisi per stravolgere un po’ questo mondo, per metterlo sulla strada giusta, per far capire che non è più la borsa che deve governare…!»

 
19/02/2013 - Ingenuità (Vittorio Cionini)

Ma quando ci renderemo conto che tutti questi numeri e grafici non hanno più alcun senso ? Il sistema finanziario mondiale é saltato anche se continuiamo a volerci illudere che i casi che emergono ogni giorno sono fenomeni isolati. L'onda di piena della liquidità fittizia generata da alchimie finanziarie é un mostro che si autoalimenta e insieme divora se stesso e tutto il sistema. Come si può pensare che questo mostro possa distrarre energie per finanziare l'economia reale con la prospettiva di portare a casa, se tutto va bene, pochi spiccioli di interessi ? Vittorio Cionini

 
19/02/2013 - IPOCRISIA.. (Luigi Fiore)

Mauro..ti faccio una domandina semplice semplice e da profano.. Ma perchè non c'è una governance dei QE e dei dollari stampati a mano bassa dalla Fed e tutto invece è lsciato al "libero mercato", che poi tanto libero non è? Perche non vincolare i prestiti con una destinazione d'uso precisa e vincolante..ad esempio, obbligando le banche ad utilizzare un equo 50% di quanto ricevuto al finanziamento del credito ( imprese, famiglie, mutui, economia reale)? Come non vedere malafede anche nell'operato di FED e BCE, che inondando le banche di liquidità e lasciandole UNICO beneficiario sanno benissimo che questo mare di soldi sarà utilizzato esclusivamente a speculare sui titoli e derivati? Grazie.