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SITUAZIONE GRECIA/ Cosa accadrà quanto toccherà a Spagna e Italia?

Pubblicazione:martedì 19 febbraio 2013

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Con il prezzo della benzina negli Usa a quasi 4 dollari per gallone, cominciano a echeggiare sui media i soliti peana: colpa della speculazione, colpa degli hedge funds. Ora, come sapete e come ho scritto più volte su queste pagine, ritengo necessario porre un drastico limite all’utilizzo dei contratti futures a scopo meramente speculativo e mi batto da sempre per imporre l’obbligo di consegna del bene che si sta trattando, ma questa volta temo che si utilizzi il capro espiatorio del trader avido per sviare l’attenzione dal vero responsabile: il governo Usa e, soprattutto, la politica monetaria della Fed.

Interpellato dalla Reuters, infatti, un taxista newyorchese ha così esplicitato il suo pensiero: «Se il governo imponesse a Wall Street di smettere di trattare il petrolio, la benzina costerebbe un dollaro al gallone». Vero? In parte. Il problema è che, amici miei, dove pensate che le istituzioni finanziarie possano investire gli 85 miliardi mensili di liquidità immessi nel sistema dalla Fed? Solo nei titoli, già furiosamente sopravvalutati (quando arriverà la correzione dei corsi saranno dolori) e con il trading più alto sui multipli di ratio price/earning di quanto non fosse nel 2007, quando tutto era ancora roseo? No, quel denaro facile e copioso si riversa per forza di cose anche sulle commodities, su gas e petrolio, questo nonostante le continue minacce della Cme di spedire i margini al 100% sul comparto energetico.

È lo stesso meccanismo perverso di doping del mercato che ha spedito il Russell 2000 ai massimi di tutti i tempi e appunto il prezzo del gas al suo record: l’impero del liberismo di Stato. Si chiama inflazione, la quale non significa aumento dei prezzi, ma aumento dell’ammontare di moneta nel sistema, il quale diluisce il potere di acquisto ma anche il valore, portando come conseguenza l’aumento dei prezzi. Quindi, se l’americano medio quest’anno spenderà circa 3000 dollari in benzina, la colpa non è degli hedge funds brutti e cattivi, ma della Fed, la quale arma la mano non solo all’inflazione ma anche ai fondi stessi, i quali per lavoro non fanno i frati francescani ma soldi dai soldi, quindi diversificano il portafoglio di investimento (altrimenti Apple sarebbe già a oltre 1000 dollari per azione), entrando anche nel mercato futures del comparto energetico e tenendo Wall Street ai massimi, l’unica cosa che interessa davvero a Fed e governo, alla faccia dei fondamentali macro dell’economia Usa.

Perché vi dico questo? Semplice, perché mi sembra un buon viatico per capire meglio le seguenti parole di Mario Draghi, pronunciate a margine del G20 di Mosca, commentando la situazione di crisi nell’Eurozona: «Non si può creare crescita gonfiando i bilanci e questo anche per ragioni di equità sociale». Per il governatore della Bce, in Europa «la situazione si sta normalizzando, ma ci sono ancora fattori di fragilità che non ci permettono di dire che è tutto in ordine. La crisi è stata originata da una mancanza di finanziamenti. Bisogna trovare la strada per avere più credito per l’economia reale, creando lavoro e producendo crescita». Sempre a detta di Draghi, bisogna dare «la priorità al consolidamento fiscale e al pareggio di bilancio. Crediamo che il primo fattore di crescita nell’Eurozona siano le riforme strutturali e l’aumento della domanda che arriva dal settore privato».


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COMMENTI
19/02/2013 - Il nostro futuro sarà governato dalla Borsa! (Silvano Rucci)

Come sarà il nostro futuro? Una "breve storia del nostro futuro" struggente e a tratti quasi profetica la troviamo nella intervista di Giulio Milani a Mario Rigoni Stern, realizzata ad Asiago il 22 giugno 2002. Mario Rigoni Stern nel 2002 dice a Giulio Milani quanto segue: “Perché a volte, vede, guardandosi intorno, si dice che in questo mondo economico dove tutto è virtuale, anche l’economia è virtuale… E allora a un certo punto diciamo: ci vorrebbe una grande crisi per ridimensionare questa cosa. Però, purtroppo, la grande crisi prende sempre di mezzo la povera gente… Ma piuttosto che una guerra, è meglio una grande crisi per stravolgere un po’ questo mondo, per metterlo sulla strada giusta, per far capire che non è più la borsa che deve governare…!»

 
19/02/2013 - Ingenuità (Vittorio Cionini)

Ma quando ci renderemo conto che tutti questi numeri e grafici non hanno più alcun senso ? Il sistema finanziario mondiale é saltato anche se continuiamo a volerci illudere che i casi che emergono ogni giorno sono fenomeni isolati. L'onda di piena della liquidità fittizia generata da alchimie finanziarie é un mostro che si autoalimenta e insieme divora se stesso e tutto il sistema. Come si può pensare che questo mostro possa distrarre energie per finanziare l'economia reale con la prospettiva di portare a casa, se tutto va bene, pochi spiccioli di interessi ? Vittorio Cionini

 
19/02/2013 - IPOCRISIA.. (Luigi Fiore)

Mauro..ti faccio una domandina semplice semplice e da profano.. Ma perchè non c'è una governance dei QE e dei dollari stampati a mano bassa dalla Fed e tutto invece è lsciato al "libero mercato", che poi tanto libero non è? Perche non vincolare i prestiti con una destinazione d'uso precisa e vincolante..ad esempio, obbligando le banche ad utilizzare un equo 50% di quanto ricevuto al finanziamento del credito ( imprese, famiglie, mutui, economia reale)? Come non vedere malafede anche nell'operato di FED e BCE, che inondando le banche di liquidità e lasciandole UNICO beneficiario sanno benissimo che questo mare di soldi sarà utilizzato esclusivamente a speculare sui titoli e derivati? Grazie.