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Economia e Finanza

SITUAZIONE GRECIA/ Cosa accadrà quanto toccherà a Spagna e Italia?

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Stiamo parlando, per l’anno scorso, di 146 miliardi di euro di aumento del debito, 14 punti di Pil che portando il totale a 882,3 miliardi e a una ratio debito/Pil dell’84%, ben oltre il 79% delle previsioni del governo e con prospettive di aumento ancora più marcato per l’anno in corso. La Spagna pagherà 38,7 miliardi di spese per interessi sul debito, un ammontare mai raggiunto e che supera del 33% quanto messo a budget dal governo: mi spiegate, con cifre macro tali, un deficit primario e crescita zero, come fa la Spagna a pagare un rendimento medio di solo il 4,1% sul suo debito? Solo grazie alla Bce, ma non si sa per quanto. Venerdì scorso, infatti, soltanto nove banche europee hanno usufruito delle finestra di repayment per il prestito Ltro della Bce, oltretutto per la modica cifra di 3,8 miliardi, in linea con il “corridoio” 0-5 miliardi delineato dagli analisti e lasciando ancora un conto aperto di 875 miliardi di euro.

Ora, se è vero come è vero che dal 27 febbraio sarà possibile ripagare anche la seconda tranche di Ltro, quella del mese di febbraio 2012, tocca ricordare che il 25 gennaio furono 278 le banche che ripagarono alla Bce 137,2 miliardi presi in prestito, venerdì scorso soltanto nove. Molti osservatori, tra cui Goldman Sachs, si dicono certi di un ammontare decisamente alto di repayment subito dopo il 27 febbraio, anche per mandare un segnale di salute ai mercati, ma, come già spiegato la scorsa settimana, Draghi teme l’effetto perverso su spread e aste della liberazione del collaterale posto a garanzia dalle banche per ottenere il prestito, ovvero bond sovrani italiani e spagnoli che torneranno nei bilanci degli istituti di credito, acquirenti quasi unici di debito italiano e iberico nelle ultime emissioni.

La Bce ha già annunciato operazioni di offsetting in caso di crisi di liquidità, ma per quanto potrà reggere il castello di carte delle minacce dell’Eurotower sui mercati? Poco, soprattutto se domenica e lunedì gli italiani non sceglieranno per il nuovo governo che il mercato, gli Usa e la Germania vogliono, nemmeno troppo velatamente, imporre loro. Attenzione, il mese di marzo potrebbe essere un incubo. E forse il mese in cui, tragicamente, il Re dell’austerity e del debito europeo si svelerà nudo agi occhi del mondo.

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COMMENTI
19/02/2013 - Il nostro futuro sarà governato dalla Borsa! (Silvano Rucci)

Come sarà il nostro futuro? Una "breve storia del nostro futuro" struggente e a tratti quasi profetica la troviamo nella intervista di Giulio Milani a Mario Rigoni Stern, realizzata ad Asiago il 22 giugno 2002. Mario Rigoni Stern nel 2002 dice a Giulio Milani quanto segue: “Perché a volte, vede, guardandosi intorno, si dice che in questo mondo economico dove tutto è virtuale, anche l’economia è virtuale… E allora a un certo punto diciamo: ci vorrebbe una grande crisi per ridimensionare questa cosa. Però, purtroppo, la grande crisi prende sempre di mezzo la povera gente… Ma piuttosto che una guerra, è meglio una grande crisi per stravolgere un po’ questo mondo, per metterlo sulla strada giusta, per far capire che non è più la borsa che deve governare…!»

 
19/02/2013 - Ingenuità (Vittorio Cionini)

Ma quando ci renderemo conto che tutti questi numeri e grafici non hanno più alcun senso ? Il sistema finanziario mondiale é saltato anche se continuiamo a volerci illudere che i casi che emergono ogni giorno sono fenomeni isolati. L'onda di piena della liquidità fittizia generata da alchimie finanziarie é un mostro che si autoalimenta e insieme divora se stesso e tutto il sistema. Come si può pensare che questo mostro possa distrarre energie per finanziare l'economia reale con la prospettiva di portare a casa, se tutto va bene, pochi spiccioli di interessi ? Vittorio Cionini

 
19/02/2013 - IPOCRISIA.. (Luigi Fiore)

Mauro..ti faccio una domandina semplice semplice e da profano.. Ma perchè non c'è una governance dei QE e dei dollari stampati a mano bassa dalla Fed e tutto invece è lsciato al "libero mercato", che poi tanto libero non è? Perche non vincolare i prestiti con una destinazione d'uso precisa e vincolante..ad esempio, obbligando le banche ad utilizzare un equo 50% di quanto ricevuto al finanziamento del credito ( imprese, famiglie, mutui, economia reale)? Come non vedere malafede anche nell'operato di FED e BCE, che inondando le banche di liquidità e lasciandole UNICO beneficiario sanno benissimo che questo mare di soldi sarà utilizzato esclusivamente a speculare sui titoli e derivati? Grazie.