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FINANZA/ 1. Fortis: l’Europa ha già spedito l’Italia in "serie B"

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La questione da tenere presente è che trattare non significa “ribaltare il tavolo”, bensì argomentare la propria posizione in modo razionale con dati e cifre. In prima battuta bisogna essere credibili, e solo a quel punto si può alzare un minimo la voce. Nell’ultimo anno Monti ha già lavorato in questa direzione, riuscendo a ottenere lo scudo anti-spread.

 

Se fosse eletto premier, Bersani riuscirebbe a fare altrettanto?

Lo stesso Bersani ha tranquillizzato con una serie di viaggi la Comunità internazionale sul fatto che l’Italia non intende trasformarsi in un Paese dove si ritorni a sperperare le risorse pubbliche. Il rigore è un punto di riferimento imprescindibile, ma va declinato in una modalità tale da evitare di provocare disastri. La capacità negoziale di Monti e Bersani è quindi una dote sicuramente importante.

 

Il centrodestra è però lo schieramento che ha preso le posizioni più dure contro l’austerità europea…

Nel campo del centrodestra l’unico ad avere qualità personali assimilabili a quelle di Monti e Bersani è Giulio Tremonti, che fino al luglio 2011 aveva tenuto i conti in ordine e si era guadagnato il plauso della comunità europea e dei media anglosassoni. Oggi, però, Tremonti è schierato con una forza molto critica nei confronti dell’euro. E’ molto difficile che il centrodestra possa trattare una revisione del rigore, senza subito scadere in una contestazione a 360 gradi delle richieste europee che porterebbe a uno scontro immediato. Le posizioni di Lega Nord e Pdl vanno bene nella campagna elettorale, poi bisognerebbe vedere se una volta conquistato il potere queste forze sarebbero in grado di non fare ritornare il Paese alla situazione in cui lo hanno lasciato nel novembre 2011.

 

(Pietro Vernizzi)



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