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FINANZA/ 2. Cosa sta "tramando" la Germania alle spalle dell'Italia?

Pubblicazione:mercoledì 20 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 20 febbraio 2013, 11.26

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Nel suo intervento al Parlamento europeo di lunedì, Mario Draghi è stato molto chiaro: la ripresa in Europa arranca, per far ripartire l’economia reale (attenzione, è tornata sui radar dei regolatori, sintomo che siamo davvero messi male) occorre proseguire con slancio per recuperare competitività attraverso un percorso di riforme, visto che la strada del debito come driver è non solo pericolosa ma ingiusta a livello di equità. Ora, al netto della totale diseguaglianza di ricette e interessi sul tavolo, una molteplicità di segnali ci dicono che qualcosa di grosso e poco gestibile è all’orizzonte e non parlo soltanto di una correzione dei corsi del 5-10%: temo che stia per saltare il tappo.

A confermarlo la messe di dati devastanti di cui abbiamo parlato nel mio articolo di ieri, ma anche le parole di Lars Seier Christensen, amministratore delegato di Saxo Bank, intervistato da Bloomberg sull’attualità economica e così poco urbano nei modi da tirare una vera e propria bomba a mano mediatica. Ecco i concetti chiave: «Scaricherei immediatamente l’euro appena arriverà in area 1,40 sul dollaro; oggi come oggi ci troviamo in una di quelle false soluzioni in cui la gente pensa che il problema sia contenuto o risolto, ma non è affatto così; la gente, tutta, ha drammaticamente sottostimato il problema».

So già quali siano le vostre reazioni: sono almeno quattro anni che, a turno, ci dicono che l’euro non reggerà e invece è ancora qui vivo, vegeto e addirittura sopravvalutato sul dollaro. È vero. Saxo Bank, poi, è la banca d’affari danese che ogni fine anno pubblica le sue dieci “previsioni oltraggiose” per i successivi dodici mesi, tesi sempre un po’ ardite che, alla fine, si rivelano vere solo in due o tre casi. È vero anche questo. Però, questa volta la concomitanza di eventi è davvero seria e la calma apparente sui mercati - spread bassissimi rispetto ai massimi, Borse in positivo da inizio anno, aste sempre piene per domanda e con rendimenti solo in lieve risalita, Vix ai minimi - mi fa propendere per la tesi pessimistica. Dichiara Christensen: «Il recente rally dell’euro è illusorio e la moneta unica è destinata a fallire, poiché non supportata da un’unione fiscale. L’intero impianto dell’euro è ormai compromesso, distrutto. Siamo in una di quelle fasi di false soluzioni dove la gente pensa che il problema sia stato contenuto o risolto, ma non è affatto così. Io, per quanto mi riguarda, sarei un grande venditore dell’euro non appena entrasse in area 1,40 sul dollaro, nonostante al momento non abbia scommesse speculative in atto sul forex. Inoltre, stiamo sottovalutando un altro rischio di fallout, ovvero la reazione di alcune nazioni una volta che prendano coscienza di essere state rovinate dall’euro e mi riferisco alle economie del sud Europa. La gente ha drammaticamente sottostimato i problemi che la Francia si sta per trovare di fronte a causa di questa situazione. Una volta che Parigi entrerà in una crisi su scala generale, il giochino sarà finito. Anche la Germania non può pagare per mantenerlo insieme e probabilmente non vuole. Se volete la verità, a mio modo di vedere è questa: è stato il mondo politico a garantire supporto all’euro in maniera estrema e soltanto per ragioni politiche, non economiche».


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COMMENTI
20/02/2013 - commento generico (z314 george)

La situazione è sicuramente grave, per l'italia tragica... l'articolo mette in evidenza molte cose che non possono far star tranquilli... ma dov'è la notizia? tutto ciò lo si deriva dall'indice zew che aumenta? trattasi di uno degli indici mensili più volatili del panorama, far derivare dal suo aumento (che tra l'altro potrebbe quantomeno non essere un fatto negativo) addirittura delle trame tedesche contro l'italia... E' per altro vero che sarebbero incauti (i tedeschi) quasi quanto gli italiani se non prendessero in considerazione scenari, almeno a livello di studi e/o simulazioni, in cui la situazione precipitasse (mi riferisco ovviamente alla caduta dell'Euro)... solo in italia si preferisce rincoglionirsi con favole elettorali che farebbero ridere anche i puffi. Meno complottismo, dati economici e loro valutazione ed analisi più legati alla realtà e meno al "sentiment" insieme a meno finanza creativa e più onestà.... ogni tanto sognare può aiutare il "sentiment".

 
20/02/2013 - commento (francesco taddei)

cosa bolle in pentola? cè che quando in italia si trova qualche tesoretto di industria ger-fra-uk devono metterci le mani sopra. non sia mai che gli italiani alzino la testa.