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Economia e Finanza

REDDITOMETRO CONDANNATO/ Consumi e privacy le prime vittime dell'Agenzia delle Entrate

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Basti pensare alle modalità attraverso cui avviene il controllo delle auto di lusso da parte della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle possono fermare chi guida un’auto di lusso e chiedergli i documenti, verificando se abbia un reddito sufficiente che giustifichi quella macchina. E’ successo anche a me, in piazza Castello a Milano, dove sono stato fermato da una pattuglia della Guardia di Finanza con tanto di mitra, quali fossi un delinquente. Dopo 20 minuti buoni mi hanno lasciato andare, non prima di avere comunicato i miei dati all’Agenzia delle Entrate.

 

Quali sono le conseguenze di questi controlli?

 

Gli acquisti di auto di lusso stanno soffrendo in misura rilevante, al punto che la Porsche per più giorni ha pubblicato una pubblicità a tutta pagina su Il Sole 24 Ore, chiedendo agli italiani di non farsi impressionare da questi controlli e di continuare ad acquistare auto di lusso. E’ la documentazione del fatto che c’è evidentemente un impatto negativo sui consumi, che non riguarda solo le auto di lusso ma tutti gli altri capitoli di spesa.

 

Il redditometro è l’unico metodo per fermare l’evasione, o ne esistono di più intelligenti?

 

Il redditometro è un metodo estremo, nel quale confluiscono numerosi database. Tutti i dati raccolti dall’amministrazione pubblica sono fatti confluire in questo indicatore, e lo Stato può addirittura accedere ai movimenti dei nostri conti correnti. Non c’è quindi più privacy per nulla, perché le retribuzioni sono calcolate nel modello 770, e le aziende deve comunicare questi pagamenti al ministero delle Finanze e all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima è a conoscenza di questi redditi, ma non delle parcelle e delle altre retribuzioni di professionisti e lavoratori autonomi che sono pur sempre stipendi a tutti gli effetti.

 

Quali sono quindi i rischi legati al redditometro?

 

Quello che mi lascia perplesso è l’automaticità del redditometro, perché c’è questa massa gigantesca di dati che è riversata sull’Agenzia delle Entrate. Queste informazioni dovrebbero essere utilizzate con una certa finalità, ma c’è sempre il rischio che finiscano per servire ad altri scopi. Poter accedere a un conto corrente significa poter sapere dove è stato un certo soggetto, se è andato in un ristorante e con quante persone.

 

(Pietro Vernizzi)

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