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Economia e Finanza

PAGELLA LISTA MONTI/ Da Professore a sognatore: ecco il suo programma "fantasy"

Mario MontiMario Monti

"In sede di Unione europea ci batteremo affinché al Fiscal Compact si accompagni sempre di più una strategia credibile e operativa per la crescita (investimenti pubblici, Mercato Unico) così come l’Italia è riuscita a fare al Consiglio europeo nel giugno 2012", fumosa e senza basi. Primo, non so quanto durerà l'Ue così come la conosciamo, secondo l'Italia fa comunella con Spagna e Francia mentre a decidere è il nuovo blocco Germania-Uk, terzo non esistono i presupposti per un accompagnamento del Fiscal Compact e dei suoi vincoli con la crescita, stante economie in netta deflazione e in alcuni casi in recessione profonda, vedi la Grecia. "Per dotare il sistema produttivo di nuove infrastrutture, ci proponiamo di incrementare complessivamente il rapporto investimenti pubblici/PIL circa dello 0.8% nel corso della legislatura, a fronte del dimezzamento avvenuto nei 9 anni passati. Le variazioni negli investimenti pubblici sarebbero allocate come segue: 1/3 amministrazioni centrali, 2/3 amministrazioni locali": bellissimo, con che risorse se non vogliamo la ratio debito/Pil al 130% in due anni?

"Tagli ai costi della politica e della spesa pubblica... Il contenimento della spesa pubblica avverrà sia sul versante delle quantità di beni e servizi acquistate dalle Amministrazioni centrali e locali che sul versante del prezzo pagato dalle Amministrazioni a fornitori nazionali e internazionali. Stimiamo nel 50% il contributo al contenimento della spesa pubblica corrente che sarà ottenuto tramite l’acquisto di beni a prezzi più moderati... Una razionalizzazione della spesa sanitaria, attraverso una determinazione puntuale dei costi standard che ponga enfasi sulle best practices (riducendo i significativi differenziali di costo tra regioni)... Ci proponiamo di incrementare la spesa per l’educazione di circa 8 miliardi di euro durante l’arco della legislatura, seguendo questo percorso: 580 milioni nel 2013, 1.28 miliardi nel 2014, 1.82 miliardi nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 2.25 miliardi nel 2017". Anche in questo caso, propositi ottimi ma da un lato manca copertura, dall'altro non si capisce come poter intervenire a livello locale se come primo provvedimento non c'è una revisione del Patto di stabilità per gli enti locali, dall'altro ancora la questione dei costi standard è argomento ormai decennale ma gli squilibri tra i vari sistemi sanitari sono peggiorati, non migliorati.

"Non prevediamo nuovi interventi sulle pensioni. Riteniamo che, anche in considerazione delle recenti riforme pensionistiche, i margini per ulteriori risparmi sul fronte pensionistico siano ridotti. Confermiamo inoltre gli impegni assunti per quanto riguarda gli "esodati" e la questione delle ricongiunzioni onerose": bene, vorrei un tagli delle pensioni d'oro e la loro riduzione a un massimale fisso per tutti, con l'extra-gettito che resta nella casse statali per finanziare quanto finora descritto. Ma chiederlo a Monti, verso, è un po' azzardato... "Proponiamo di realizzare dismissioni del patrimonio mobiliare ed immobiliare dello Stato per complessivi 130 miliardi di euro durante l’arco della legislatura, ripartiti in 30 miliardi di euro di dismissioni del patrimonio mobiliare (a partire ad esempio da Bancoposta) e 100 del patrimonio immobiliare", altro punto vecchiotto ma che ora assume nuova luce, visto che tra il patrimonio mobiliare da vendere, al primo posto, Monti ha messo Bancoposta. E sapete chi lo vuole, dopo esserselo fatto sfuggire attraverso un'operazione spericolata sulle carte di credito? Deutsche Bank. Temo che, con Monti al governo, non saranno dismissioni ma svendite di pezzi pregiati a prezzo di saldo. Non l'ho, infatti, sentito difendere Finmeccanica a spada tratta... Sarà, vedremo.

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COMMENTI
24/02/2013 - Dismissione del patrimonio mobiliare (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Bottarelli per il grosso lavoro effettuato con le sue Pagelle ai programmi economici delle tre principali coalizioni. Per dimostrargli che l’ho letto tutto fino in fondo mi limito ad una velocissima considerazione sulla possibile vendita di Bancoposta ipotizzata da Monti: sapere che Deutsche Bank è interessata non significa svendere ma semplicemente essere concreti, o si preferisce metter in vendita soltanto qualcosa che non interessa a nessuno come qualche caserma dismessa? In ogni caso se qualcuno offrisse di più non avrebbe che da farlo sapere, mi sembra ovvio. E questo vale anche per Finmeccanica, Eni, Enel e così via.