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PAGELLA PDL/ Il programma di Berlusconi (senza la Lega) ottiene la "lode" dell'Oxford Economics

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Silvio Berlusconi  Silvio Berlusconi

"Riforma fiscale a) Abbassare le tasse è fondamentale per lo sviluppo del paese: eliminazione dell’IMU sulla prima casa; no alla patrimoniale; no all’aumento Iva: tendenziale azzeramento (in 5 anni) dell’Irap, a partire dal lavoro, con priorità alle piccole imprese e agli artigiani; diminuzione della pressione fiscale di 1 punto all’anno (5 punti in 5 anni); detassazione degli utili reinvestiti in azienda Innalzamento limite uso del contante, con riferimento ai livelli medi europei; fiscalità di vantaggio come politica di sviluppo economico territoriale b) Fisco amico e non nemico del contribuente: assistenza preventiva degli uffici finanziari; "Contrasto di interesse" i contribuenti possono scaricare dall’imponibile fatture e ricevute; concordato fiscale preventivo; revisione e riduzione dei poteri di Equitalia; revisione radicale del redditometro; costituzionalizzazione dei diritti del contribuente; compensazione tra crediti verso la PA e debiti fiscali, per le famiglie e per le imprese; generale semplificazione degli adempimenti fiscali delle PMI, degli artigiani e dei lavoratori autonomi senza struttura o con struttura di piccole dimensioni; riforma fiscale".

Oggettivamente, il programma più credibile per cercare di riattivare un'economia e una domanda interna che sono strangolati da vincoli, ritardi di pagamento, tasse e uno Stato di polizia fiscale che necessita, da subito, dell'inversione dell'onere della prova, visto che grazie a blocchi, pignoramenti e obbligo di pagamento preventivi ed ex ante il processo, sono centinaia e centinaia la pmi che hanno chiuso i battenti nel 2012, morte non per debiti ma per crediti inesigibili. Restano i nodi della copertura ma in questo caso, rispetto a Monti, c'è un programma di tagli alle spesa che si coniuga con quello di vendita dei beni dello Stato, non svendite, che se ben applicato garantirebbe la copertura necessaria. "Le banche hanno avuto tantissimo, ora diano: Irrevocabilità di mutui e finanziamenti già erogati; moratoria su rate di mutuo non pagate negli ultimi 18 mesi, con adeguamento del piano di ammortamento alle capacità economiche del debitore; favorire nuovo accesso al credito per famiglie, giovani e imprese; i finanziamenti della Banca Centrale Europea alle banche italiane devono essere destinati prioritariamente al credito per famiglie, giovani e imprese; separazione e/o specializzazione tra banche di credito e banche di investimento, anche attraverso opportuni incentivi e disincentivi fiscali; rivedere Basilea III: parametri troppo rigidi alimentano la stretta creditizia; favorire le nuove forme di finanziamento e sostegno alle imprese: private equity, venture capital; valorizzare i Confidi con relativa patrimonializzazione dei fondi di garanzia; eventuali salvataggi bancari devono essere solo a tutela dei risparmiatori e non degli azionisti di controllo; valorizzazione del sistema bancario a vocazione territoriale", qui scusate ma sottoscrivo tutto. Stranamente, il capitolo non è nemmeno toccato nel programma di Mario Monti.

"Dalla parte delle imprese, dalla parte del lavoro, dalla parte delle professioni. Riconoscimento alle imprese, per le nuove assunzioni di giovani a tempo indeterminato, di una detrazione (sotto forma di credito d’imposta) dei contributi relativi al lavoratore assunto, per i primi 5 anni; centralità delle PMI nel modello di sviluppo italiano; sostituzione dell’attuale sistema dei sussidi alle imprese con contestuale ed equivalente riduzione delle tasse sul lavoro e sulla produzione; passaggio dalle autorizzazioni ex ante ai controlli ex post; pagamenti più rapidi della pubblica amministrazione, in applicazione della direttiva europea sui ritardi di pagamento; utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti, con particolare attenzione alle vocazioni territoriali degli azionisti, per finanziare l’innovazione e garantire i crediti alle esportazioni; sviluppo dei distretti e delle reti d’impresa; tutela e valorizzazione delle imprese commerciali di piccola dimensione, al fine della salvaguardia e della coesione sociale delle comunità locali", anche in questo caso le voci sono totalmente condivisibili, ancorché la copertura di spesa a mio avviso comincia a salire in maniera consistente, ovvero si impone una tabella svizzera di provvedimenti di dismissione e contestuale taglio della spesa pubblica per non entrare in pieno nella logica del testacoda, ovvero cominciare molto e portare a termine poco o nulla, un vecchio vizio dei governi di centrodestra, occorre ammetterlo cifre alla mano.


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