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RISULTATI ELEZIONI 2013/ Btp e Bot, in arrivo un assist per il Monti-bis

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Ma a confermare che non sono Berlusconi, Monti, Grillo o Bersani i driver del mercato ci pensa anche l'indice di avversione al rischio sul forex di Citigroup, talmente risalito da bruciare tutti i miglioramenti ottenuti in settembre e ottobre, nonostante il mare di liquidità presente nel sistema.

 

grafico FX Risk Aversion

 

Essendo gli indicatori usati per questo indice basati sulla volatilità implicita sulle monete, molto sensibili all'appetito di rischio, non ci vuole un genio per capire gli investitori si stanno innervosendo. Per cosa? Tutto correlato, se finisce lo schema Ponzi di liquidità delle banche centrali, Fed in testa, parte la correzione dei corsi azionari, la sopravvalutazione dei titoli conoscerà uno schianto, il credito deteriorerà ulteriormente e arrivederci e grazie, scommesse di massa sulle valute. Stiamo tornando, insomma, quasi al punto di partenza della crisi. In compenso, in attesa della stangata globale, c'è già chi ha pagato un prezzo decisamente alto alla truffa della Fed: gli investitori retail, i poveri cristi per capirci.

Eh già, perché i principali beneficiari di questa situazione sono stati i manager delle grandi aziende, i quali hanno venduto le azioni in loro possesso con volumi ai massimi da due anni. Già, si chiamano insider sales, ovvero vendite di azioni di aziende da parte dei manager delle stesse, quotate allo S&P 500. I dirigenti di 153 compagnie quotate sull'indice di Wall Street, infatti, hanno scaricato talmente tanti titoli tra l'11 e il 15 febbraio che la ratio tra vendite e acquisti è stata di 17 a 1: Larry Page, ad di Google, ha disinvestito titoli per qualcosa come 65 milioni di dollari. Ma non è stato il solo: Rupert Murdoch ha venduto azioni di News Corporation per 40,1 milioni di dollari, Kenneth Chenault, ad di American Express, per 34,2 milioni, Nolan Archibald, numero uno di Black&Decker, per 29,7 milioni, mentre l'ad di Amphenol Corporation, Martin Hans Loeffler, per 27,5 milioni la scorsa settimana.

E dove finiscono quei soldi? Presto detto, da gennaio scorso sono stati depositati presso fondi equity qualcosa come 37 miliardi di dollari, dopo che 300 miliardi di dollari sono stati drenati da fondi azionari da quando la crisi ha toccato il suo punto più basso. Insomma, dirigenti di Google, BlackRock, Dollar General Corporation, Microsoft e Capital One Financial Group hanno scaricato miliardi di dollari, di fatto non muovendo il mercato al ribasso perché le oscillazioni le danno gli inflows, non le insider sales, soprattutto quando in regime di euforia da liquidità facile, tutti vogliono comprare, credendo di fare un affare e che il mercato sia sano. Detto fatto, l'S&P 500 ha guadagnato più del 6% dall'inizio dell'anno e due settimane fa ha segnato un +2,3% rispetto al suo precedente record dell'ottobre 2007, raddoppiando dal punto massimo di caduta del marzo 2009. Ma come mai martedì scorso l'S&P500 è sceso dell'1,2%? Semplice, le minute della Fed mettevano in dubbio la durata ulteriore dell'alluvione di liquidità, ovvero la fine dello schema Ponzi che, guarda caso, nelle ultime settimane ha visto dirigenti e manager di grandi multinazionali capitalizzare la pompatura artificiale dei titoli che avevano in portafoglio, vendendoli a peso d'oro a gonzi come noi che credono invece in un rally vero, basato sui fondamentali.

Non è vero: se tutti quei manager hanno venduto nello stesso momento è perché sanno che il giochino sta per rompersi, noi invece rischiamo di trovarci con il cerino in mano. Quante volte vi ho detto e ho scritto che questo era un falso rally per mantenere alta Wall Street? Bene, ora temo che il secondo tempo dell'horror targato Monti sia in arrivo, proprio a causa della correzione dei corsi e di uno strano timing di emissione del Tesoro, che guarda caso ha avuto la lungimiranza di mettere in asta Bot e Btp oggi e domani, a urne appena chiuse e con evidente - e ben preventivabile - rischio di instabilità politica. Se i rendimenti andranno alle stelle o, peggio, non si riuscirà a collocare tutto l'ammontare, il Professore potrà ritrovare la favella dopo la legnata elettorale. E, guarda caso, ieri sera il Dipartimento di Stato Usa si è sentito in dovere di far sapere come stia seguendo come molta attenzione il voto in Italia.

Vi diranno, nei giorni prossimi, che i mercati picchiano contro Berlusconi e l'ingovernabilità, contro Grillo e per riavere il Professore: balle. I mercati stanno esplodendo di falsa liquidità e ora paghiamo il prezzo della bolla: di chi governa in Italia, Paese dove gli esecutivi dal dopoguerra a oggi duravano in media due anni prima di tornare al voto anticipato, non frega proprio nulla ai mercati. Monti serviva come gestore austero della fase di gonfiatura artificiale degli indici e delle valute, serviva per indebolire l'Italia economicamente e per seguire pedissequamente la ricetta suicida della Merkel che ha spedito anche la Germania in recessione e garantito a Washington di mantenersi in vita con l'export sul dollaro basso. Agli Usa non serviva niente altro. Lo hanno avuto. E forse lo riavranno.



P.S.: Considerazione di un banchiere popolare, mio fidato e stimato conssigliere, a quanto ho scritto. "Se Monti avesse chiesto i fondi del programma OMT (Outright Monetary Transactions, il piano anti-spread della Bce, ndr), avremmo poi almeno partecipato e magari goduto…". Nulla da aggiungere.



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COMMENTI
26/02/2013 - ed i mercati stanno a punire l'Italia! (antonio petrina)

ed i mercati stanno a punir l'italia (-6% le borse dei titoli bancari) per l'ingovernabilità e mandano a dire al nascente governo quanto mefistefele disse al sovrano : stampa moneta (Faust II) ,tanto il conto del sarto lo pagherai più avanti(keines,Prospettive)!

 
26/02/2013 - Elezioni - Monti-Bis - Mercato (Stefano Legnaro)

Aste BTP e BOT ad urne appena chiuse?!? Ma non ci ricordiamo che proprio il Professor Monti in un incontro all’Università Luiss Guido Carli disse: “I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario” e continuava sostenendo che: “abbiamo bisogno delle crisi”. Ecco, chi meglio di un “tecnico” può crearle?

 
26/02/2013 - verso la riconquista della sovranità perduta (Mariano Belli)

Almeno su Monti siamo d'accordo, a quel "professore" non frega proprio nulla delle sorti dell'Italia e del benessere del suo popolo. Sono d'accordo anche sui mercati, gonfiati e manovrati ad arte per il beneficio di pochi. I sondaggi prelettorali, poi : truccati...e qualcuno sapeva.... Non sono d'accordo sull'Italia : siamo destinati ad uscire dall'euro, e di questo dilemma ai mercati frega eccome. E' per questo che le banche ci hanno imposto Monti, no? (Ora voglio vedere se ci riprovano, perchè poi l'M5stars, che non è solo Grillo ma tutto un popolo, al prossimo giro andrebbe al governo...)