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RISULTATI ELEZIONI 2013/ Btp e Bot, in arrivo un assist per il Monti-bis

Pubblicazione:martedì 26 febbraio 2013

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Nella notte tra domenica e lunedì, quando in Italia era l'1.00 e ci si apprestava alla seconda giornata di voto, lo sconfortante dato Pmi manufatturiero della Cina dell'indice Hsbc era l'unico indicatore di sentiment valido, nonostante risalisse a parecchie ore prima. Quindi, l'euro/dollaro avrebbe dovuto starsene lì placido come un lago alpino. E invece no, era attivo e saliva: gioia per la vittoria di Argo agli Oscar? Per il pareggio di Schelotto nel derby di Milano? Un aumento di 100 pips overnight non è cosa da poco, soprattutto alla vigilia di quello che tutti definivano un giorno risk-off, ovvero interlocutorio, come quello dell'esito del voto in Italia. Cosa prezzava, quindi, con anticipo il mercato?

Per alcuni, due cose: la bassa affluenza che a detta di molti avrebbe colpito il Popolo della Libertà, ma anche l'aumento nel primo giorno di urne aperte del voto di protesta, ovvero meno voti in termini relativi e assoluti sia per Monti che per Bersani. Insomma, il mercato tifava Grillo sopra il 20% e secondo partito? Oppure tifava l'ingovernabilità al Senato? Oppure ancora, tifava per un'alleanza forzata Monti-Bersani? Oppure un rapido ritorno alle urne? Una cosa era certa, quando ancora regnava il dubbio più totale, sia Goldman Sachs che JP Morgan stimavano in un range tra i 50 e i 100 punti base l'aumento dello spread sulla curva italiana in caso di coalizione tra il Professore e il leader Pd. Insomma, qualcuno è andato in modalità risk-on sul forex nottetempo, puntando alla cieca sull'Italia? Ma la Borsa di Milano, a un'ora dalla chiusure delle urne, veleggiava sopra i due punti percentuali di aumento, con il settore bancario in spolvero e alle 15, quando i giochi erano fatti, superava i tre punti percentuali di aumento. E lo spread? Stava lì tranquillo, a 278 punti base. E poi? Arrivano i primi exit poll, centrosinistra tra il 33% e il 37%, Pdl tra il 30% e il 32%, Grillo tra il 17% e il 20% e Monti tra l'8% e il 10%. Insomma, centrosinistra che vince, Berlusconi che tiene alla grande, Grillo che sfonda ma non disintegra e tonfo di Monti che rischia di non entrare alla Camera e raccogliere pochissimi seggi al Senato, inutili per un'eventuale coalizione con Bersani se Lombardia e Sicilia premiassero il Pdl a Palazzo Madama. E che fa il famoso mercato, quello terrorizzato da Berlusconi e innamorato di Monti e della stabilità? Sale a quasi il 4%! E lo spread? Giù a quota 260 punti base! E l'euro/dollaro? Giù, visto che le speranze di qualcuno per un voto market-mover sono state disattese dagli exit poll, ma soprattutto perché la débâcle di Monti indeboliva di riflesso la strategia tedesca di euro forte e negazione della guerra fra valute, visto che sia il Pd che il Pdl accetterebbero di buon grado - anzi, lo stimolerebbero - un intervento di Draghi per calmierare il cross, evitare di arrivare in area pericolo (1,40) e dare un po' di fiato all'export.

 

Grafici EURUSD e Italian !=Y Spread

 

Poi, però, attorno alle 16, quando le prime proiezioni davano il Pdl in vantaggio al Senato in Sicilia, Puglia, Piemonte, Veneto, Lombardia e Campania, ecco che la Borsa comincia a scendere, inesorabilmente, dai massimi di giornata, arrivando alle 16.40 a +0,15% e lo spread risale a 267 punti base. Attenzione, i mercati - un po' rimbambiti - hanno capito dopo la seconda proiezione di Ipr Marketing che il Caimano è tornato, ha stravinto al Senato e quindi si vende a cannone, si fugge dal rischio Italia? Mah, diciamo che anche la notizia del Movimento 5 Stelle primo partito al Senato può aver giocato la sua parte (capirai, il movimento di un comico che vuole uscire dall'euro e non ripagare il debito e di un guru che sembra Branduardi dopo un balsamo sbagliato che guida Palazzo Madama...), ma a mio modo di vedere la verità è un'altra.


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COMMENTI
26/02/2013 - ed i mercati stanno a punire l'Italia! (antonio petrina)

ed i mercati stanno a punir l'italia (-6% le borse dei titoli bancari) per l'ingovernabilità e mandano a dire al nascente governo quanto mefistefele disse al sovrano : stampa moneta (Faust II) ,tanto il conto del sarto lo pagherai più avanti(keines,Prospettive)!

 
26/02/2013 - Elezioni - Monti-Bis - Mercato (Stefano Legnaro)

Aste BTP e BOT ad urne appena chiuse?!? Ma non ci ricordiamo che proprio il Professor Monti in un incontro all’Università Luiss Guido Carli disse: “I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario” e continuava sostenendo che: “abbiamo bisogno delle crisi”. Ecco, chi meglio di un “tecnico” può crearle?

 
26/02/2013 - verso la riconquista della sovranità perduta (Mariano Belli)

Almeno su Monti siamo d'accordo, a quel "professore" non frega proprio nulla delle sorti dell'Italia e del benessere del suo popolo. Sono d'accordo anche sui mercati, gonfiati e manovrati ad arte per il beneficio di pochi. I sondaggi prelettorali, poi : truccati...e qualcuno sapeva.... Non sono d'accordo sull'Italia : siamo destinati ad uscire dall'euro, e di questo dilemma ai mercati frega eccome. E' per questo che le banche ci hanno imposto Monti, no? (Ora voglio vedere se ci riprovano, perchè poi l'M5stars, che non è solo Grillo ma tutto un popolo, al prossimo giro andrebbe al governo...)