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FINANZA/ Deaglio: i mercati vogliono ancora Monti e la grande coalizione

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I mercati preferirebbero comunque una stabilità. Una nuova elezione sarebbe sempre un rischio, visti i risultati di questa e alla luce del fatto che il Movimento 5 Stelle è diventato il primo partito. Le Borse si aspettano la formazione di una grande coalizione, magari con alla testa chi già conoscono, cioè Mario Monti. Anche se ciò nella politica italiana al momento attuale sembra irrealistico, e tutt’al più Monti potrebbe guidare un esecutivo di breve periodo per modificare una legge elettorale e poi riandare a votare.

 

E’ un fatto che né Berlusconi, né Bersani hanno un programma elettorale all’insegna dell’austerità. Un loro accordo tranquillizzerebbe le Borse?

Su questo anche Monti alla fine ha fatto delle aperture, dichiarando che bisognava abbandonare una politica basata soltanto sull’austerità. Il premier uscente ha spiegato che l’obiettivo è stato raggiunto, e di qui in avanti occorrerà pensare a misure per la crescita. Qualunque governo di coalizione Pd/Pdl, più che i programmi elettorali nella loro integralità, dovrebbe cercare di onorare qualcuna delle promesse fatte in campagna elettorale, con allentamenti fiscali o una politica di incentivi mirati.

 

Quali interventi sono più urgenti?

Al momento attuale il provvedimento che risponderebbe maggiormente alle domande della gente è un ammorbidimento fiscale, a cominciare dall’Imu sulla prima casa che è diventata un simbolo. Quest’ultima imposta vale 4 miliardi, cioè una somma tutto sommato non così ingente. Ritengo inoltre che si debba attenuare l’Irap, ridurre l’Irpef per le famiglie più povere, erogare sussidi ai giovani e alle famiglie, sottolineando che si tratta di un primo passo e che se questo rilancia un poco l’economia altri ne seguiranno.

 

Quali effetti avrebbero sulle Borse le eventuali dimissioni di Berlusconi e Bersani?

Darebbero un segnale misto. Da un lato sarebbe interpretato come una fonte di incertezza, dall’altra sarebbe recepito con la curiosità di vedere che cosa viene dopo. Di fronte a un passo indietro dei due leader ci sarebbe quindi probabilmente una fase di attesa. Lo spread si attesterebbe però sui livelli di ieri mattina, che erano già molto più alti rispetto ai giorni precedenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
28/02/2013 - Gli italiani sanno decidere da soli (Moeller Martin)

I 'mercati' possono tranquillamente andare a quel paese ed insieme a loro tutti quelli che si sono autonominati loro rappresentanti. Nella realtà neanche esistono i 'mercati' come entità capaci di manifestare preferenze o ordire complotti, ma solo singoli operatori finanziari alla ricerca del loro guadagno. Questi signori comprano o vendono 'italiano' quando pensano di guadagnaci, non certo per distribuire pagelle di merito o di censura. Dell'Italia poi conoscono solo 2 cose: la pizza e la mafia. Così come noi non sappiamo quasi nulla dell'Indonesia, della Guayana o del Botswana.

 
27/02/2013 - Se lo pigliassero (Diego Perna)

Me se i mercati vogliono Monti perché non glielo diamo, io non avrei niente in contrario anzi, se lo pigliassero.

 
27/02/2013 - mercati (delfini paolo)

La cosa drammatica e'che ormai non si pensa piu' a un governo che abbia un buon programma per far progredire il Paese nel suo complesso,ma si invoca il governo piu'gradito ai "mercati", cioe' gli speculatori. Altri 5 anni di dittatura finanziaria, purtroppo.....