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FINANZA/ Campiglio: è Draghi l'unico vero vincitore delle elezioni italiane

Pubblicazione:giovedì 28 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 28 febbraio 2013, 14.59

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Innanzitutto si corrono dei rischi. Chi nel mondo oggi ha un po’ di liquidità può arrivare a comperare dei “gioielli” a prezzi stracciati. Poi c’è la sofferenza sociale, l’impoverimento che si vede guardando i dati dal 1992 a oggi. Nel 1992 la capacità di reddito delle famiglie italiane era il 74%, ora è ridotto al 66%. Il risparmio era al 24%, ora è all’8%. Questo scivolamento è avvenuto continuamente, anno dopo anno, e comporta una stato di incertezza e di ansia notevole. Si aggiunga a ciò l’impatto che hanno avuto le imposte indirette: il rincaro delle bollette, ad esempio, l’assicurazione sull’auto. In più il rincaro del costo della vita, dei generi alimentari soprattutto, che in Italia crescono in media più che in tutti gli altri Paesi europei.

 

C’è chi pensa che bisognerebbe fare un taglio alla spesa pubblica e abbassare contemporaneamente la pressione fiscale.

Personalmente sono scettico sui tagli alla spesa pubblica. Io credo che il vero taglio alla spesa pubblica sia costituito da un’amministrazione che funziona. E' questo il vero salto di qualità: creare una amministrazione pubblica che funziona, che abbia qualità. Alla fine, sarebbe proprio questo che potrebbe portare anche a una diminuzione della pressione fiscale. Tenendo presente che qualche cosa, sulla pressione fiscale, si può già fare con l’avanzo primario che abbiamo raggiunto. 

 

(Gianluigi Da Rold)



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