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CONDONO TOMBALE/ Arrigo: la proposta di Berlusconi è una beffa per gli italiani

Pubblicazione:martedì 5 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 5 febbraio 2013, 21.19

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Dall’abolizione dell’Imu alla restituzione della tassa sulla prima casa del 2012, fino all’attuazione del condono tombale. Il cilindro elettorale di Silvio Berlusconi torna a sfornare promesse che mettono sul piede di guerra tutti i suoi competitori e che, secondo gli esperti del settore, hanno in parte contribuito a rendere ancora più nera la seduta di ieri a Piazza Affari, col Ftse Mib in calo del 4,5%. Il Cavaliere ne è convinto: se uscirà vincitore dalle prossime elezioni sarà proprio lui, da ministro dell’Economia, a restituire agli italiani i soldi dell’imposta sulla prima casa. Che siano sul conto corrente o in contanti, lo farà entro un mese dalla prima riunione del Consiglio dei ministri. Come se non bastasse, Berlusconi si è detto anche “assolutamente d’accordo a fare il condono tombale. Io l’ho sempre detto, ma la sinistra è sempre stata contraria e se ora ci daranno la maggioranza penso dovremmo farlo. Equitalia è un rullo compressore”. Con Ugo Arrigo, docente di Finanza pubblica all’Università di Milano-Bicocca, commentiamo le proposte dell’ex premier partendo proprio da quest’ultima.

 

Professore, è davvero possibile immaginare il condono tombale?

Sono estremamente scettico riguardo gli strumenti ipotizzati da Berlusconi, per un motivo in particolare: i governi che attuano il condono fiscale sostanzialmente dimostrano di non essere in grado di combattere l’evasione fiscale. E’ una sorta di resa da parte del governo che, di fronte a tutti coloro che per anni sono sfuggiti al fisco, chiede loro di rientrare spontaneamente mettendo sul piatto uno “sconto” sostanzioso.

 

Quindi un governo in grado di combattere l’evasione non si giocherebbe mai una carta del genere?

Decisamente no. Un governo in grado di gestire adeguatamente la macchina fiscale, quindi in grado di far pagare le tasse a tutti, possibilmente giuste, eque e contenute, ovviamente non ha bisogno di ricorrere ai condoni. Una soluzione del genere rappresenterebbe solamente la manifestazione dell’impotenza del fisco e, più in generale, di tutto lo Stato, di fronte agli evasori.

 

Sarebbe probabilmente anche una beffa nei confronti di coloro che invece le tasse le pagano già tutte, non crede?

Certo, immaginare un’ipotesi simile non solo rappresenta una pessima premessa per il futuro, ma è anche una presa in giro nei confronti dei cittadini che hanno sempre pagato regolarmente le tasse. La mia bocciatura su questo fronte, quindi, è totale, anche perché se ci fosse davvero un reale vantaggio economico nel fare il condono, credo che verrebbe interamente perso con la successiva mancanza di credibilità del sistema pubblico.

 

Cosa pensa dell'idea di andare a prendere i soldi dai conti italiani in Svizzera?

Da tempo si parla di un accordo di questo tipo. I capitali all’estero resterebbero anonimi, ma se dovessero appartenere a residenti italiani sarebbe il fisco svizzero, o di qualunque altro Paese con cui è stato fatto l'accordo, a prelevare l’imposizione per poi riversarla al nostro. In generale, credo che tale soluzione sia piuttosto ragionevole e anche piuttosto urgente. Anzi, francamente non capisco come mai nessuno abbia mai pensato a metterla in pratica finora.

 

Come giudica invece il dibattito in corso riguardo l'Imu?


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