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Economia e Finanza

ISTAT/ Cambia il paniere per il 2013, dentro anche smartphone e tablet

L’Istat ha da poco presentato il nuovo paniere dei beni utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo nel 2013 per l'intera collettività nazionale (NIC). Vediamo i dati.

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L’Istat ha da poco presentato il nuovo paniere dei beni utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo nel 2013 per l'intera collettività nazionale (NIC) e per le famiglie di operai e impiegati (FOI), il quale risulta essere composto “da 1.429 prodotti (1.383 nel 2012), aggregati in 603 posizioni rappresentative (597 nel 2012). Il paniere utilizzato per il calcolo dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) incorpora 1.451 prodotti, aggregati in 608 posizioni rappresentative (602 nel 2012)”. Tra le principali novità, fa sapere l’istituto di statistica, vi è l’entrata nel paniere della posizione rappresentativa “Gas metano per autotrazione”, mentre è stata arricchita la gamma di prodotti in cui si articolano le posizioni rappresentative Smartphone e Tablet PC, che ora comprendono rispettivamente i Phablet (che combinano le caratteristiche degli smartphone e dei mini tablet) e i Tablet trasformabili, utilizzabili anche come notebook. Questo avviene a conferma del radicale cambiamento delle abitudini di spesa degli italiani, sempre più hi-tec. Ma se entrano oggetti come gli smartphone, ad uscire dal paniere sono invece le posizioni rappresentative "Netbook" e "Mediazione civile": come spiega l’Istat, “la prima perché si è ridotta la spesa delle famiglie destinata a tale bene, la seconda a seguito della Sentenza della Corte costituzionale del 24 ottobre 2012, che ne ha cancellato l'obbligatorietà, inizialmente prevista per alcune materie”. Riguardo l’inflazione, l’Istat rileva inoltre che “nel mese di gennaio 2013, secondo le stime preliminari, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,2% nei confronti di gennaio 2012 (era +2,3% a dicembre)”. Questo rallentamento dell'inflazione nel mese di gennaio “è imputabile all'ulteriore frenata della crescita su base annua dei prezzi dei Beni energetici (+5,3%, dal +9,3% di dicembre), favorita anche da un confronto favorevole con gennaio 2012, caratterizzato da forti rialzi congiunturali dei prezzi di tali beni”.