BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Italia, ecco un nuovo "scudo" contro gli attacchi dei mercati

Dopo la giornata di lunedì, sui mercati finanziari sembra essere tornata l’incertezza, che porta con sé una nuova instabilità. L’analisi di STEFANO CINGOLANI

Infophoto Infophoto

La pausa cominciata prima di Natale, è finita. Com’era facile prevedere (lo avevamo scritto proprio su queste pagine all’inizio dell’anno), sui mercati finanziari è tornata l’incertezza, che porta con sé una nuova instabilità. Perché? Si dice che questa volta la politica ci abbia messo lo zampino più che nel passato. Mariano Rajoy, invischiato in un oscuro affare di mazzette, rischia il posto. Il primo ministro non si dimette, ma i buoni del Tesoro spagnoli tornano a ballare. Fino a che punto spingeranno i mercati? Fino all’estremo come è accaduto in Italia nel 2011? Ma se cade Rajoy cosa succede: si vota di nuovo senza che gli equilibri politici di fondo siano cambiati? In tal caso, anche la Spagna finirebbe nella palude della ingovernabilità. Là dove rischia di cadere l’Italia.

Le promesse sull’Imu giovano a Berlusconi e in ogni caso il Cavaliere è riuscito a far risalire il Pdl mobilitando gli elettori che fino a due mesi fa avevano deciso di starsene a casa pur di non votare Monti o Bersani (Grillo piace forse alla pancia populista, ma non ai conservatori e ai moderati). Con Monti che gravita su un livello inferiore alle sue stesse aspettative e un centrosinistra che rischia seriamente di non avere la maggioranza al Senato, quale governo uscirà dalle urne il 25 febbraio? Solo una grande coalizione alla tedesca potrebbe assicurare una certa stabilità, ma è anatema per tutti. Oggi come oggi, dopo si vedrà.

A questo punto, è quasi inevitabile che il debito sovrano dell’Italia torni a ballare, in perfetta simmetria con quello spagnolo. Certo, c’è il Montepaschi, c’è l’orgia delle promesse spendi e spandi, ma se vogliamo cercare una logica in questa follia, dobbiamo guardare ai fondamentali, nei quali la politica (intesa come capacità di governare un Paese) ha un ruolo importante. Chi non vuol farsi obnubilare dal circo mediatico deve cercare sotto la cenere. E lì cova un bel focherello. Cominciamo dalla scena internazionale.

Gli Stati Uniti che crescevano ininterrottamente da tre anni e mezzo, nell’ultimo trimestre 2012 si sono fermati. Gli analisti sono divisi: alcuni pensano che sia uno stop momentaneo, infatti corrisponde al periodo elettorale e ai rischi per il fiscal cliff; altri sottolineano che nessuno dei problemi di fondo è stato risolto a cominciare dal debito: si va avanti di rinvio in rinvio e il conflitto nel Congresso e con la Casa Bianca impedisce di sapere quale sarà la politica economica di Obama nel secondo mandato. La Cina sembra aver ripreso lena, ma la locomotiva asiatica nel suo insieme sbuffa, mentre nell’America del sud si accumulano nubi di tempesta: il dopo Chavez in Venezuela; le follie di Cristina Kirchner, la nuova Evita, in Argentina; il Brasile surriscaldato e “inflazionato”. Ma l’incognita peggiore viene dall’Europa, vera zavorra delle tre grandi aree in cui si divide l’economia-mondo. Ora che anche la Germania s’avvicina a una crescita zero, la congiuntura europea rischia di trascinare in basso l’intero prodotto lordo del pianeta.


COMMENTI
06/02/2013 - suggerimento (Marco Marinozzi)

la svalutazione della moneta è una proposta di matrice neo-keynesiana, di dubbia efficacia, il Giappone ci sta riprovando ad inflazionare. Mi sorprende che sia passato quasi sotto silenzio che la Germania abbia chiesto il rimpatrio dell'oro detenuto all'estero.... mi sorprende che stia facendo lo stesso la Russia e la Cina. E' una guerra valutaria, inutile nascondersi, la svalutazione può essere utile nel brevissimo periodo, poco dopo raccoglieremo altre macerie.