BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

J'ACCUSE/ Ostellino: così moriremo di tasse e corruzione

Infophoto Infophoto

La spesa pubblica va radicalmente tagliata. La pressione fiscale, infatti, insegue una spesa senza controllo. Il sistema normativo-amministrativo, inoltre, va semplificato, in modo da liberare risorse e permettere a chi vuole aprire un’azienda di non dover aspettare 15 anni. In questo modo, le aziende sarebbero in grado di produrre nuovamente ricchezza, al punto tale da non essere sopraffatte dalle tasse che devono pagare. Si obietterà che ci vuole del tempo. Non è vero, è sufficiente un decreto legge, da mettere a punto in una settimana, e che conferisca a chi di dovere il potere di tagliare e semplificare entro un mese. Si tratta di una riforma strutturale che, oltretutto, sarebbe a costo zero. Sa perché non viene varata?

 

Ci dica.

Evidentemente, a governare, è ormai la burocrazia. Viviamo in un contesto di dispotismo burocratico-amministrativo di cui i governi, a loro volta, sono prigionieri, nonché figli del medesimo establishment che da anni mangia nello stesso piatto: nell’eccesso di spesa pubblica e di fiscalità ai danni del cittadino comune.

 

La Corte ha pure fatto presente che la corruzione ha assunto connotati sistemici, mentre l’indebitamento dei 5.000 organismi «costituiti e partecipati dagli enti locali» ammonta a ben 34 miliardi di euro.

La corruzione nasce dal fatto che c’è contiguità tra i soldi e le istituzioni. Separando i soldi della istituzioni, quanto meno, diminuirà. Finché teniamo risorse così ingenti a disposizione dei partiti e della politica, questi ne approfitteranno. A maggior ragione, quindi, occorre ridurre il peso di questo Stato elefantiaco e obsoleto: l’occasione fa l’uomo ladro e negli anfratti della spesa pubblica, nasce la corruzione. Peccato che non un solo partito tra quelli che competeranno per le elezioni ha avanzato una proposta strutturale e radicale, salvo dichiarazioni estemporanee da campagna elettorale. 

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
06/02/2013 - commento (francesco taddei)

signor Colombo sono totalmente d'accordo con lei. e per ripartire è necessario che proprio quei ciechi riaprano gli occhi e ci indichino la strada con più forza.

 
06/02/2013 - riconoscimento personale sull'articolo (Antonino Miroddi)

Mi debbo solo complimentare con Lei per la lucidità dell'analasi non chè le semplici intuitive e sicuramente efficaci proposte che vanno nella giusta direzione,a mio avviso, per un mitigamento se non nella piena soluzione immediata delle enormi e diffuse problematiche in cui mezzo secolo di mal governi sistemici e mai sazi di ciò che non gli appartiene ha drammaticamente provocato e continua con non curanza a determinare, senza che le attuali forze politiche,come lei stesso faceva notare,si pongano minimamente il problema di come hanno ridotto un grande paese come il nostro,mi chiedo e Le chiedo avranno questi SIGNORI un minimo di etica e faccia per guardare negl'occhi,tornando a casa i loro figli?.....La ringrazio per il suo prezioso contributo e La saluto cordialmente. Nino Miroddi

 
06/02/2013 - Siamo già morti (Giovanni Colombo)

Un organismo vivente quando non riesce a trovare al suo interno le risorse per combattere i mali che lo affliggono, anche se forze esterne vorrebbero indirizzarlo verso il superamento di questi mali, a meno di miracoli soccombe. La nostra cultura è, oggettivamente, una cultura di morte, fatta di uccisioni fisiche (aborti e mafia), uccisioni morali (raccomandazioni e ameritocrazia), furbizia letale (corruzioni, malversazioni, abusi, parassitismi, castalità). Gli intellettuali sono acquistabili, gli scienziati pure, gli amministratori pubblici sono copravendibili, gli uomini di Chiesa sono ciechi, sordi e muti. Non mi arrendo: lavoro nel Terzo Mondo, fin che posso. Mi sento esule.