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Economia e Finanza

STANDARD&POOR'S/ Gambarotta: Obama fa bene ad agire, ma c'è una nuova bolla…

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Si sono conquistate una credibilità perché di fatto ai loro inizi il meccanismo era giusto. Svolgevano il ruolo di osservatori, di analisti indipendenti che davano una valutazione di quanto veniva offerto ai risparmiatori e agli investitori.

 

E invece dopo cos'è successo?

Hanno abusato del loro ruolo, influenzando i mercati e finendo per fare cose che francamente  sono poco credibili. Si sono arrogati in parte il ruolo di padroni dei mercati, e questo non può essere, perché la politica non può farsi dettare l'agenda dai mercati.

 

Obama secondo alcuni vuole intervenire direttamente su Wall Street per riformarne i meccanismi.

Obama aveva già  tentato di intervenire su Wall Street subito dopo la crisi ma non c'era riuscito. Adesso invece si sente più forte perché ha inaugurato la fine della sua carriera presidenziale e politica, non ha altre campagne elettorali in cui rischiare il consenso. Non so se la sua sia una vendetta, ma certamente delle regole alla finanza vanno imposte. Non so se questa del presidente americano potrà davvero essere una azione risolutiva. Certo se S&P's venisse multata dai giudici e la sua responsabilità accertata, sarebbe un segnale forte. Staranno più attente tutte le agenzie del mondo e segnerebbe un precedente. 

 

Di fatto però le agenzie di rating non potranno scomparire perché sono comunque funzionali al sistema stesso, no?

Infatti non credo vadano demonizzate, ma riportate al loro vero compito. Quando si mettono a dare dei titoli alle emissioni di stato o quando declassano gli Stati Uniti d'America svolgono un ruolo politico. Un conto, per fare un esempio, è se danno un parere all'ultima emissione di titoli dell'Eni; un conto quando danno un parere sulla solidità degli Usa. Allora è certamente una cosa diversa.