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AGENDA MONTI/ Campiglio: meno tasse, i conti non tornano

Per LUIGI CAMPIGLIO nel programma di Mario Monti sono contenute numerose misure valutabili positivamente. Tuttavia, non sono note né le modalità, né le tempistiche con cui saranno attuate

Mario Monti (InfoPhoto) Mario Monti (InfoPhoto)

Cinque punti per dire e promettere l’opposto di quanto fatto finora dal governo dei tecnici. Che anche Monti abbia ceduto al richiamo del “meno tasse per tutti”, di per sé, non può essere considerato un male. Resta da capire se l’ambizioso programma di Scelta civica sia realizzabile. Si parla della drastica riduzione dell’Irap, dell’Imu e dell’Irpef. Non è previsto alcun condono e nessun aumento dell’Iva, ma un piano di dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico pari a 130 miliardi in tre anni. E ancora: liberalizzazioni, potenziamento della lotta all’evasione, modifica delle norme che regolano il mercato del lavoro, taglio della spesa pubblica, semplificazione burocratica e rinegoziazione del fiscal compact. Abbiamo chiesto a Luigi Campiglio, Professore di Politica economica all’Università Cattolica di Milano, cosa ne pensa.

 

In generale, che idea si è fatto?

Tanto per cominciare, va registrata un’importante novità: il programma riflette la presa di consapevolezza del fatto che l’Italia non se la passi molto bene, ma neanche l’Europa. Se finora il mantra è stato rappresentato dall’equilibrio di bilancio a tutti i costi, oggi si denota un ripensamento dell’orientamento sin qui assunto, volto a lasciar intendere che, effettivamente, i sacrifici sostenuti non sono stati vani. Resta da capire come tutto ciò sarà finanziato. E se sarà fattibile in tempi ragionevoli.

 

Partiamo dal finanziamento. Si parla, anzitutto, di ristrutturazione radicale della spesa pubblica.

Vede, già il precedente governo, nonché quello attuale, hanno promesso una significativa riduzione della spesa pubblica. Nel corso dell’esecutivo dei tecnici, poi, si è dato particolare risalto alla spending review, celebrandola come operazione innovativa ed epocale. Ma, per l’ennesima volta, si è trattato dei classici tagli lineari. L’elenco di proposte, quindi, dovrebbe articolarsi in maniera più chiara per precisare alcuni aspetti qualitativi e capire come si intenda dare concretezza alle misure promesse che, di per se stesse, sono positive. Non dimentichiamo che a un tale disegno, inoltre, dovrebbero sottendere profonde modifiche istituzionali.

 

Che tipo di modifiche?

Oggi, per esempio, un’Asl dispone a piacimento delle proprie risorse, all’interno di un quadro regolatorio che attribuisce alla Regioni gli oneri della spesa sanitaria. Significa che affinché la spesa sia ridotta efficacemente e in maniera razionale non si può prescindere da una revisione dell’architettura istituzionale e tributaria dello Stato, a partire, ad esempio, da alcune modifiche al federalismo. In tal senso, visto che si parla della riduzione dell’Irap, mi domando con cosa sarà finanziata la spesa sanitaria regionale.

 

L’ipotesi è di vendere 130 miliardi di patrimonio pubblico.

E’ una cifra piuttosto elevata. Sarebbe necessario capire, esattamente, cosa si intende per patrimonio immobiliare pubblico e quali strategie si presume di adottare per riuscire a venderlo.  


COMMENTI
09/02/2013 - votare ad occhi chiusi (luisella martin)

Dalle agende di Monti, Bersani e di molti altri (Berlusconi almeno ci prova, anche se é il solo a farlo) sembra di leggere il resoconto di una conferenza sul tema:-come salvare sia l'Italia che la carriera dei politici- Idee diverse, ma tutte valide! Purtroppo i politici devono occuparsi di uomini, anzi principalmente degli "altri" uomini e non di teorie politico-economico-finanziarie! Dato che in molti, anche fra i giornalisti, sembrano non vedere il dramma di molti cittadini italiani, vorrà dire che andrò a votare ad occhi chiusi anche io. Tanto, sia che si voti, sia che si stia a casa, sia che si scelga un partito piuttosto che un altro, le cose andranno come devono andare (sul ciglio del burrone non si può stare per molto!). Il problema sorgerà dopo le elezioni, quando i corrotti dovranno scomparire oppure accettare la severità della giustizia del popolo in tempi di rivoluzione, che é già iniziata.