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FINANZA/ Deaglio: la Germania ha i suoi "Monte Paschi" ma li nasconde

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Mario Draghi (InfoPhoto)  Mario Draghi (InfoPhoto)

Quando un anno fa la Bce fece questa iniezione da mille miliardi, per prestarli alle banche europee, riconobbe loro l’1% del tasso di interesse qualora avessero lasciato i soldi presso la stessa banca centrale. Oggi ha tolto questo tasso e quindi quei soldi non fruttano più interessi alle banche, le quali sono invogliate a fare credito a imprese e famiglie. In questo modo la politica della Bce tende per vie non convenzionali a contrastare la crisi, cioè la contrazione della domanda, e quindi a spingere le banche ad attuare una politica piuttosto che un’altra.

 

Le banche europee finora hanno restituito solo 140,6 miliardi di euro sui 489,2 prestati nella prima operazione Ltro. E’ il segno del fatto che sono in difficoltà?

Il prestito era per tre anni e finora è passato solo un anno. Le banche hanno quindi impiegato quelle somme per una durata triennale. La vera questione è che molto probabilmente le banche europee avevano dei buchi, e questi soldi sono stati incanalati in modo prioritario per chiudere dei passivi simili a quelli che vediamo sorgere in Monte dei Paschi. La mia impressione è che di Monte dei Paschi in Europa ce ne sia più di uno. Per chi osserva in controluce la politica attuata dalla Bce un anno fa, emerge che una delle sue motivazioni era quella di evitare una crisi bancaria. Non tanto in Italia, dove oltre al Monte dei Paschi non ci sono altri casi così gravi o anche meno gravi, ma piuttosto in Germania, nei Paesi Bassi e in Francia.

 

Da quali segnali si può intuire questa situazione delle banche europee?

Il bilancio della Deutsche Bank che emerge da una recente analisi di Die Zeit mostra una contrazione di utili dell’85%, che equivale praticamente a un loro azzeramento. Deutsche Bank è esposta in varie situazioni e se fa emergere tutte queste esposizioni si evidenzia una struttura debole.

 

Per quanto riguarda il bilancio Ue si sta creando una contrapposizione tra due blocchi europei: da un lato quello Monti-Hollande-Rajoy e dall’altro quello Merkel-Cameron?

Mettere insieme la Merkel e Cameron è molto fantasioso. Il premier britannico sta affrontando un’economia in crisi, è fuori dall’euro e ha interessi legati alla sopravvivenza della sterlina. La Merkel al contrario è appena toccata dalla crisi, è all’interno dell’Eurozona e le sue problematiche riguardano la politica dell’area euro. Vedo invece come più realistica una linea di convergenza tra la Germania e alcuni suoi vicini settentrionali, come Paesi Bassi e Finlandia.

 

(Pietro Vernizzi)



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