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DOPO IL VOTO/ Bertone: l'Italia dovrà svendere l'argenteria

Pubblicazione:venerdì 1 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 1 marzo 2013, 8.46

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Meglio diffidare, insomma, dello spread o delle alchimie che, tra Bruxelles, Berlino e Francoforte, verranno escogitate per anestetizzare il rischio Italia. “L’estrema delicatezza del momento sta già inducendo la Germania ad allentare vistosamente la pressione sui partner - nota Alessandro Fugnoli di Kairos - La Spagna ha potuto produrre a consuntivo un disavanzo 2012 superiore al 10% e da Berlino sono arrivate solo espressioni di incoraggiamento e fiducia”. La Francia si accinge a sforare senza alcun pentimento la soglia del 3% che è ormai evaporata dietro la formula del “disavanzo strutturale”. Lo stesso accadrà, dopo le solite manfrine, per l’Italia: l’Europa non può permettersi, almeno per ora, che la frana del Bel Paese metta a nudo la fragilità del sistema. Ma, nel frattempo, l’Europa finanziaria prenderà le sue distanze da un Paese che rischia di diventare sempre meno interessante anche dal punto di vista dello shopping. Salvo che per il lusso e gli scampoli dell’alimentare.

Nel frattempo, in pratica il mondo comprerà altro tempo con nuove ulteriori dosi di analgesici monetari e, in Europa, anche fiscali. Con il risultato paradossale che il trionfo di Grillo, con la carica ansiogena che in altri momenti avrebbe portato al crollo delle Borse, stavolta indurrà le banche centrali a proseguire sulla strada degli incentivi monetari e a sostenere così il rally dei listini. Ma per quanto tempo? E con quale finale? Tocca agli italiani scegliere. O si fanno le riforme in grado di rilanciare la competitività delle imprese, che cresce ovunque Spagna e Grecia incluse, o prima o poi la nave si incaglierà.

Non è questione di formule politiche, ci avvertono i mercati, e nemmeno di semplice “stabilità”, formula buona solo per i liquidatori del nostro patrimonio che hanno bisogno di tempo per finire il lavoro. Stavolta è davvero questione di contenuti, non di slogan. Ovvero, se per crescere non si possono fare più debiti è necessario attrarre investimenti da fuori. Ma questi arriveranno il giorno dopo l’approvazione di leggi adeguate, non un giorno prima. E solo con la garanzia che la burocrazia o un tribunale amministrativo o civile non fermerà il processo. Altrimenti non ci resterà che vendere quel poco di argenteria che ci resta ancora. E non lamentiamoci se i giovani si opporranno.



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COMMENTI
01/03/2013 - Svendere e che cosa? Non abbiamo più niente! (claudia mazzola)

L'oro me lo hanno già rubato i ladri, di argento non ne ho. In compenso continuano ad arrivarmi cartelle dall'agenzia delle entrate, multe su imposte che sono state pagate e noi micro impresa da agosto 2012 siamo all'asciutto e senza paga. Come la mettiamo?