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FINANZA/ Ora anche Spagna e Portogallo "sorpassano" l’Italia

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Non credo che questo derivi dal fatto che gli investitori internazionali abbiano spostato i propri fondi dall’Italia alla Spagna, anche perché si tratterebbe di un gesto poco razionale. Più probabilmente, quindi, sono avvenute delle vendite sull’Italia in un momento di forte liquidità e in cui si ritiene possa esserci quella situazione di “tregua” fiscale di cui parlavamo in precedenza.

 

Crede sia realistico un futuro intervento della Bce?

Senza dubbio il governo spagnolo non ha alcuna intenzione di chiedere gli aiuti e senza una richiesta formale la Bce non può attivare le procedure Omt. Per quanto riguarda invece il Portogallo, lo stesso Draghi ha sottolineato di recente che un Paese, per attivare gli aiuti, deve essere tornato sul mercato, cioè deve tenere delle regolari aste di titoli pubblici. Detto questo, francamente non vedo alcuna valutazione di privilegio della Bce nei confronti di Spagna e Portogallo rispetto all’Italia.

 

Come mai allora l’Italia risulta al momento meno “avvantaggiata” rispetto a Spagna e Portogallo?

La grande liquidità presente sui mercati e la promessa di Draghi di intervenire (ma solo nel caso in cui ci fosse realmente bisogno e solo se i paesi lo richiederanno formalmente), fanno sì che i mercati non attacchino paesi dell’Eurozona. In secondo luogo, come dicevo, i mercati hanno previsto che il 2013 sarà un anno di tregua fiscale: sono questi elementi a permettere che il denaro si diriga in alcune circostanze su titoli ad alto rendimento, quindi spagnoli, portoghesi e italiani. Prima delle elezioni anche noi beneficiavamo di questo clima, poi interrotto con la successiva instabilità politica.

 

Quindi siamo instabili, ma non contagiosi?

Esatto. L’esito elettorale non ha fatto altro che “isolarci” da questo benefico flusso di liquidità, ma senza dubbio non sarà l'incertezza politica italiana a sostenere i titoli di Stato degli altri Paesi deboli.

 

(Claudio Perlini)



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