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FINANZA/ I tre sms dei mercati a Bersani e Napolitano

Pubblicazione:lunedì 11 marzo 2013

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Sull’ultimo numero dell’Economic Journal, Xuixin Bin ed Eric Leeper - ambedue dell’Università dell’Indiana, quindi distinti e distanti dalle nostre beghe di bottega - sottolineano l’incertezza e la fragilità del consolidamento dei conti pubblici sinora effettuato. Nello stesso fascicolo, Tomaso Monacelli e Roberto Perotti (ambedue bocconiani e, quindi, attenti osservatori delle vicende del debito sovrano europeo - nostro e altrui) giungono a conclusioni analoghe. Sempre nell’ultimo numero dell’Economic Journal, Giancarlo Corsetti (Università di Cambridge), Keith Kuester (Federal Reserve Bank of Philadelphia), André Meier (Fondo monetario internazionale) e Gernot Mueller (Università di Bonn) concludono che, nelle condizioni attuali, le stime di operatori privati di “un ulteriore indebolimento dell’economia reale” tendono ad “autoavverarsi”; ci vorrebbero una riduzione della pressione tributaria e, “in casi estremi”, misure specifiche per stimolare l’economia. Obiettivi che non si leggono nei programmi di chi in Italia sta tentando di formare un Governo.

Quindi, perché meravigliarsi se Fitch prevede nel 2013 una contrazione ulteriore dell’economia quasi di due punti percentuali e un peggioramento della finanza pubblica (un rapporto deficit/Pil attorno a 130% e un indebitamento netto della Pubblica amministrazione pari quasi al 3% del Pil)? Lo hanno già scritto e motivato numerose voci autorevoli in saggi che certamente chi sta redigendo programmi di politica economica non ha né letto, né sfogliettato.

In particolare, le stime di Fitch sono soltanto leggermente più pessimiste dell’ultima tornata delle previsioni del “consensus” (i 20 maggiori istituti internazionali di elaborazioni econometriche) a cui chiunque (pagando un piccolo abbonamento annuale) ha accesso.

Questa nota non vuole essere pedante o erudita. Si sono citate analisi e studi recenti perché si è trattato della “cronaca di un declassamento annunciato”. A cui si può e si deve rispondere solamente con un’azione politica: un Governo forte in grado non solo di effettuare le riforme istituzionali (quali quelle bocciate dal referendum del 2006), ma anche una politica di crescita.

Il resto è silenzio. Come dice l’Amleto di Shakespeare. Morendo.



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COMMENTI
11/03/2013 - peccato che Bersani . . . (Fabrizio Terruzzi)

Dott.Pennisi, peccato che Bersani, il destinatario dei tre SMS, sia, per dirla con Bottarelli, un "dilettante allo sbaraglio". A mio parere, un vecchio funzionario di partito ancora imbottito di utopia. Speriamo che Renzi lo seppellisca (politicamente) al più presto.