BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Pelanda: l’Italia rischia la bancarotta

Pubblicazione:lunedì 11 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 11 marzo 2013, 8.43

Infophoto Infophoto

In sintesi, siamo in una fase di calma prima della tempesta. La politica italiana sta interpretando questo clima come possibilità di mettere in priorità i propri criteri “politichesi”, posponendo gli interventi d’emergenza per l’economia. È un grave errore che ci espone a un rischio crescente di catastrofe.

 

www.carlopelanda.com



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
11/03/2013 - nave senza nocchier in gran tempesta! (antonio petrina)

Anche il poeta l'aveva predetto ai suoi tempi: "..nave senza nocchier in gran tempesta!"(Divina Commedia,Purgatorio,VI)

 
11/03/2013 - commento (francesco taddei)

per ridurre il debito non bisogna scartare la carne vicina all'osso(eni,enel,finmeccanica e controllate) ma il grasso(municipalizzate).

 
11/03/2013 - Il Rischio (Diego Perna)

Il rischio di cui parla Pelanda è reale, è solo questione di tempo, quanto non lo sappiamo, ma potrebbe essere anche pochi mesi. Non sono peró i politici soltanto a non capire , ma anche la gente comune, da 4 o 5 anni sono sempre stato giudicato esagerato , anche non mi é stato mai esplicitamente detto dalle persone che frequento o incontro, tranne pochi, sopratutto da chi lavora fuori da stato e amministrazioni, quindi con alcune certezze( almeno sin ora) . Non credo cambierá,il pensiero dominante guida gli intelletti al fatto che la colpa é o di Grillo, o di Berlusconi o di Bersani, a seconda del colore dell' inchiostro, e li si arresta, anche perché un capro espiatorio serve alle folle. Devo peró dire che non mi aspettavo da Pelanda una lettura più catastrofica di quella di alcuni blogger che aumentano le loro visite e i loro adwords, con titoli tipo Tempesta perfetta o eurocatastrofe, o Il tunnel senza uscita. Io direi invece che nella mia cittá é un gran fiorire di nuovi sportelli bancari li dove c' erano grandi negozi ma anche centri commerciali piú piccoli, quindi i soldi non mancano. Dovremmo solo andare a riprenderceli o costringere finanza e banchieri a ridarceli. A chi guida i paesi il compito di farlo per ricostruire il lavoro e quindi il progresso dell' uomo anziché far demolire i sacrifici di generazioni.. Ma forse la mia è una mera illusione. Buona giornata e buona fortuna.