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FINANZA/ Perché non diamo l'oro della Banca d'Italia ai cittadini?

La Banca d'Italia e il suo oro, le sue quote azionarie, i suoi palazzi, i suoi terreni, sono di proprietà degli italiani e non delle banche, spiega GIANFRANCO D'ATRI

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Già Mauro Bottarelli, in un articolo su queste pagine, aveva ricordato il tema dell'oro della Banca d'ITALIA, le cosiddette "riserve auree" ai tempi in cui la stessa stampava le vecchie lire e che non svolgono più questa funzione dall'introduzione dell'euro. Scrivo in maiuscolo "Italia" per evidenziare da subito che non è possibile dubitare - in considerazione della loro genesi - che queste riserve appartengano alla nazione e, quindi, ai suoi cittadini (nella misura di circa 40 grammi a persona, bambini inclusi).

In effetti, dalla riforma Ciampi in poi, la proprietà pubblica dell'ex istituto di emissione è andata perduta a seguito della trasformazione delle principali banche commerciali in aziende private: detengono quote Intesa San Paolo, Unicredit, Mps, ma anche Generali e Fondiaria e, indirettamente, persino la tedesca Allianz e la francese Bnp; allo Stato rimane la quota dell'Inps. Senza avere sborsato neanche un euro, i partecipanti privati al capitale si ritrovano ora a detenere il patrimonio di Banca d'Italia, fra cui l'oro.

Una legge del 2006 avrebbe dovuto porre fine a questo stato di cose, avendo imposto la cessione delle partecipazioni private, sulla base di un regolamento che non è stato mai emesso, né mai sollecitato da alcun gruppo parlamentare. E nemmeno ha avuto risposta una interrogazione parlamentare del 2009, a cui facevamo riferimento in un nostro precedente intervento. Ovviamente, questa strana commistione fra l'autorità di controllo e i suoi controllati, che ne sono legalmente i proprietari, non preoccupa nessuno e le manovre dietro le quinte possono svolgersi come sempre.

Ed ecco emergere un'idea: dal momento che il valore patrimoniale delle quote nei bilanci delle Banche è molto basso, consentire alle stesse di adeguarlo per almeno 20 miliardi fornendo così "nuovo capitale" e sistemare i bilanci in vista di Basilea 3. Operazione solamente contabile al momento, che ha - guarda un po'! già messo in atto Mps. La Banca d'Italia di Draghi non ha avuto niente da dire a suo tempo e, così, prossimamente anche le altre banche potranno adeguarsi e poi, in occasione della eventuale cessione delle quote a soggetti pubblici, il trucco di bilancio potrebbe trasformarsi anche in un cospicuo incasso effettivo. Alla fine assisteremmo a un utilizzo del patrimonio "di tutti" a beneficio "di pochi".


COMMENTI
12/03/2013 - ORO BANKITALIA (delfini paolo)

Grazie alle scellerate decisioni degli anni passati,prese da pochi,Bankitalia e' ormai una societa' per azioni privata.Urge pero' la nazionalizzazione di essa, accompagnata al ripristino della sovranita' monetaria. Per quanto riguarda l'oro di Stato,spero che non sia stato gia' fagocitato da qualche simpatica cricca.Distribuire l'oro ai cittadini sarebbe comunque una cosa giusta e utile, ma con questi governi manovrati dalle banche d'affari , mi sembra difficile, forse in futuro se ci sara' un governo veramente espressione del popolo.