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FINANZA/ Gotti Tedeschi: un nuovo "ordine mondiale" può salvarci dalla crisi

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L’abbiamo visto, quando si indebita troppo un sistema (privati, imprese, banche, governi) e i debiti non si possono più pagare, succede che le famiglie non rimborsano i debiti, le imprese non pagano i debiti, le banche saltano, lo Stato che non vuol far saltare le banche le nazionalizza, nazionalizzando di fatto il debito privato e trasformandolo in debito pubblico. Allora ci si rende conto che la crescita era falsata dal debito, era fittizia. Il valore di borsa delle imprese quotate che era giustificato dalla crescita e dagli utili (passati e fittizi) si ridimensiona. Il valore passato degli immobili giustificato da potere di acquisto fittizio e da credito bancario disponibile (mutui) si ridimensiona. Crollando i valori, la domanda e il credito bancario, le imprese soffrono e licenziano o riducono i salari, e così via.

 

E i governi che fanno?

I governi hanno due problemi, il primo sta nel debito pubblico che è stato creato per sostenere il welfare e per nazionalizzare il debito privato. Il secondo sta nell’esigenza di reagire ricreando un sistema economico in grado di riprendersi dopo anni di deindustrializzazione, debito, rischio non sempre gestito e disoccupazione. Per farlo devono fare riforme. I governi politici temono l’elettorato e le fanno fare dai governi tecnici. I governi tecnici possono riuscirci in funzione soggettiva dello stato dell’economia ed equilibri socio-politici di ogni Paese. Dove è più complesso agire, i tecnici scoprono che ridurre le spese significa ridurre posti di lavoro o creare ingiustizie sociali (agendo su sanità, pensioni, ecc.). Allora sono tentati dalla crescita delle tasse, sui ceti produttivi più abbienti e onesti perché necessariamente trasparenti. Se lo fanno, e le tasse son già troppe, deteriorano ancor più l’equilibrio economico.

 

Quali possono essere quindi le alternative?

Visto che chi mi intervista è ilsussidiario, darò due risposte, due soluzioni, certo di esser capito, nella seconda senza esser considerato un matto. La prima soluzione sta nel ristabilire gli equilibri naturali dell’economia secondo le sue leggi.

 

Come può succedere?

I paesi emergenti che han beneficiato della delocalizzazione, con la crisi dell’Occidente, vedono crollare le esportazioni, sono costretti e vendere le produzioni sul proprio mercato domestico, per farlo devono aumentare i (bassi) salari per creare adeguato potere di acquisto, così facendo aumentano i costi e diminuiscono la competitività nei prezzi. Ciò può facilitare la ripresa di competitività dei paesi occidentali che sanno usare meglio la tecnologia e ritrovare così un nuovo equilibrio per re-industrializzare e consumare quanto possibile domesticamente creando occupazione e nuovo ciclo di sviluppo. In più, grazie a ciò al mondo si è creato un nuovo equilibrio tra ricchi e poveri.

 

E la seconda soluzione?

La seconda soluzione è miracolistica e piacerà a padre Livio Fanzaga (direttore Radio Maria, ndr). Proverò a descriverla per fasi susseguenti. La crisi economica in Occidente provoca maggior sobrietà negli stili di vita. La paura per la perdita del lavoro e per la povertà porta le persone a cercare il senso della vita. Miracolosamente sono in ciò aiutate da preti che son tornati a insegnar dottrina e studiare le Encicliche dei Papi, il Magistero della Chiesa, e trovano nuovo vigore per insegnarlo, i seminari si riempiono e si torna a studiare il Tomismo. Si recupera il senso della vita e si comprende la natura e la dignità dell’uomo che per stare in equilibrio si deve sì soddisfare materialmente, ma anche intellettualmente e spiritualmente. Si torna a investire in Università e conoscenza anziché in supermercati. Si sviluppa più collaborazione all’interno delle nazioni e fra le nazioni.

 

E tutto questo cosa ci dice?

Si capisce che se i mezzi si gestiscono senza fini sono destinati a non funzionare. La crisi, in pratica, è servita a salvare l’uomo. La prima soluzione, che presuppone una durata lunga, è determinata dalle leggi di mercato. La seconda, che è più duratura nel tempo, vede l’intervento provvidenziale che salva il mondo agendo sugli uomini anziché sugli strumenti. Benedetto XVI aveva visto giusto e bene. E la Madonna di Medjugorje aveva ragione...

 

(Giuseppe Sabella)

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