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IL CASO/ Ecco la moneta che aiuta a scacciare la crisi

Pubblicazione:giovedì 14 marzo 2013

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Nel frattempo, poiché la crisi morde, occorre che gruppi e comunità si organizzino per costituire sistemi di Moneta complementare locale, in modo da distribuire uno strumento monetario in quantità uguali per tutti, in modo da favorire i più bisognosi, come per esempio viene fatto dalprogetto Scec. Questa modalità è pure quella che meglio contrasta le diseguaglianze, poiché, in proporzione, dà di meno a chi più ha e dà molto ha chi ha poco o nulla.

Da un punto di vista sociale, per impedire l’amplificazione e la diffusione delle disuguaglianze, occorre che la politica favorisca quei corpi sociali intermedi che di fatto moderano gli eccessi e aiutino le fasce di popolazione più bisognose. E strumenti di Moneta complementare locale possono favorire proprio la diffusione e la crescita sul territorio di questi corpi sociali. In questo contesto, nella relazione tra i diversi corpi sociali, ha senso affermare il principio di sussidiarietà. Altrimenti, come accade in questi tempi, diventa una pura chiacchiera, una teoria incapace di incidere nella realtà.



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COMMENTI
04/04/2013 - i frattali sono un altra cosa (domenico salerno)

il frattale è un oggetto geometrico con omotetia interna cioè simile a se stesso su diverse scale, il voto non è un frattale in nessun senso. Frattale al contrario di quel che pensa lei non è qualunque elemento fratto (non intero) il frattale è fratto nel senso che la dimensione geometrica è fratta la linea ha una dimensione,il piano ha due dimensioni il volume ha tre dimensioni e così via, i frattali hanno dimensione fratta. La teoria degli eccessi sinceramente credo se la sia inventata di sana pianta e siccome lei, con ostentata superiorità, dice ai nostri politici di ristudiare la matematica delle superiori si lasci dire di studiare un po' di più prima di prendere altre cantonate.

 
14/03/2013 - Lira (Gianluca Selmi)

Nella parte finale dell'articolo si parla dell'impossibilità dello stato di agire con sovranità monetaria e quindi si propone come utile strumento quello della moneta complementare. Ma allora mi chiedo: non le pare che la moneta complementare ce l'avevamo già, garantiva la sovranità monetaria ed era la tanto bistrattata lira? Non hanno forse in gran parte ragione quelli che vorrebbero uscire dall'unione monetaria? Che senso ha creare dei sistemi di moneta complementare, per tamponare macroscopiche falle di una unione monetaria, quando bastava non farla?

RISPOSTA:

Ringrazio per l'osservazione acuta, che mi permette di chiarire un aspetto cruciale. La perdita della sovranità identifica un delitto preciso, la violazione perpetrata a danno del popolo italiano e realizzata con la violazione dell'articolo 1 della Costituzione ("la sovranità appartiene al popolo"). Invece, il principio sottostante alla necessità di un sistema di Moneta Complementare è ancora più ampio, poiché è analogo all'affermazione che sono utili, per l'economia reale, la compresenza di diversi sistemi monetari. E i rapporti tra tali sistemi devono essere utilmente regolati dal principio di sussidiarietà. Prima, avendo solo la lira, il sistema monetario era discretamente ingessato. Un gesso non adatto a tutte le economie presenti in Italia. Ora, con l'avvento dell'Euro, abbiamo indossato un gesso che non è a nostra misura, e la situazione non poteva che peggiorare duramente (come purtroppo confermano gli ultimi dati). Per questo non ritengo utile la cancellazione dell'euro (ma una profonda rivisitazione, per dare denaro fresco alle imprese e non a banche fallite); ritengo inoltre indispensabile il ripristino della sovranità monetaria, insieme alla necessità di favorire sistemi di Moneta Complementare locale, almeno a livello regionale. L'economia reale della Sicilia non è la stessa della Lombardia, così come quella della Sardegna non è la stessa di quella del Veneto, né di quella della Puglia. Solo così una azienda sarà libera di utilizzare il sistema monetario calibrato e confacente al proprio business. (Giovanni Passali)