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Economia e Finanza

GOVERNO (?)/ Prodi (e Camusso) affossano Bersani

Pier Luigi Bersani (Infophoto)Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Non esiste, però, una norma informale di transazione secondo cui ciò che vale per Mario Monti è un danno anche per l’Italia. A Bruxelles, si è ben consapevoli che al fine di evitare che in Italia la recessione si avviti e divenga depressione è necessario rilanciare l’investimento pubblico (passato dal 3,5% del Pil nel 2007 a meno del 2% nel 2012) e che ciò comporta qualche forma di “golden rule” per esentare dalla contabilizzazione le spese in conto capitale finanziate dall’Ue. Tuttavia, i nostri partner necessitano di un interlocutore autorevole e con una solida maggioranza parlamentare. E di un programma organico che comporti la contabilizzazione nel debito pubblico dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese e misure serie per smaltirli (ossia per pagare i creditori).

Non credono, però, che l’attuale leader del Pd possa essere questo interlocutore, non solo perché ha sostanzialmente perso le elezioni, ma anche per altre due determinanti: a) sostiene un ritorno in politica di Prodi il quale (condannato nel 2008 dalla Corte di Giustizia europea per complesse vicende interne alla Commissione da lui presieduta) non ha lasciato un buon ricordo a Bruxelles ; b) il programma di sviluppo dell’occupazione predisposto dalla Pd e dalla Cgil prevede un esborso di 40 miliardi di euro l’anno, tale da far saltare i conti pubblici italiani e di fare estendere il perimetro del settore pubblico (mentre in Europa si tenta di fargli fare marcia indietro).

Il resto del Consiglio europeo (e la Commissione) presteranno molta attenzione a un interlocutore autorevole, supportato da una maggioranza solida, con un programma che affianchi “mini golden rule” e saldo progressivo dei debiti delle amministrazioni verso le imprese. È un percorso tutto in salita. Una scalata. Ma possibile.

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